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Messaggio Da Picci il Mer Mar 09 2016, 14:05

Al largo di Aquae Tertiae, XXV maggio 1272



Questa mattina, davanti a un corteo nobiliare e a un’immancabile folla di curiosi, la Gloria Lexita e l’Argentea sono salpate insieme con le due galee di Amenitis, che ospitano il capocasata in persona e i suoi figli in età maggiore, insieme con i rappresentanti di altre due potenti famiglie dei Comuni del Sud. Sulla Scrigno del Mare, cinta di scudi di ferro come borchie, sono saliti i Ferroguanto, tra cui militano maghi che seminano terrore in battaglia; le murate della Via Maestra, invece, sono un tripudio di bandiere argentee con la freccia di Lex, segno che la pia casata Nevereo è a bordo.

Durante l’imbarco sulla Gloria Lexita, un forte scandalo è serpeggiato fra molti di noi: protetti dall’esplicito permesso di Lord Augusto e Renio Ronuà, un drappello di esuli Elfi Neri di Argos si è imbarcato come mercenari proprio sulla nostra nave. Coi capelli lunghi a coprire quelle assurde orecchie, i volti duri come nocche e gli archi levigati appesi alla spalla, si sono fortunatamente sistemati per conto loro a prua. Sir Celesus Hilof, pur non nascondendo un certo imbarazzo, ha stoicamente dichiarato che la famiglia Ronuà è nota per le ampie vedute e che, in fondo, ogni contribuito alla missione è prezioso. Con la schiettezza della gioventù, tuttavia, Cassandra ha bisbigliato a suo fratello ciò che io non oserei mai dire a voce alta: “Finita l’emergenza, finirà anche la mescolanza. Queste genti vengano nel nostro mondo, se è necessario, ma baderemo che se stiano in un’area precisa e che non ne escano.”

A proposito di Cassandra, la ragazza è divenuta tanto garrula quanto astuta: ha subito prestato zelante servizio come mozzo, tanto che Sir Hilof ha preso in simpatia anche lei. Anche oggi ho affrontato Osric, invitandolo alla ragionevolezza. Lex tuttavia mi ha invitato a riflettere attraverso le parole del fratello. “Io ho sempre saputo che cosa c’è nella mente di mia sorella,” mi ha rivelato Osric, “qualcosa che tu, mio padre, nessuno di voi ha mai accettato di voler vedere. Sono diverso da lei, ma la rispetto, perché le sue azioni corrispondono sempre al suo pensiero, proprio come le mie. Non ti sei mai chiesto perché i tuoi insegnamenti lexiti non hanno mai fatto presa su di lei?”

Troppo facilmente ho colto il senso in queste parole, delle azioni e degli interessi della giovane erede dei Custos Ari, segno che sospettavo ma che non volevo ammettere: Cassandra venera un dio che non è Lex, e il suo carattere non accetterà comandamenti che non vengano da quella fonte. Chissà allora se davvero, in questa missione, l’astore che è in lei troverà il vento adatto in cui spiegare le ali che finora ha tenuto rannicchiate.



Per grazia di Lex,

Glauco di Blanchevalle, Sapiente del Sud
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