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Sugli scontri tra opliti ed il Larp

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Messaggio Da Robur il Dom Mag 08 2016, 11:58

Prefazione: mancano ancora i riferimenti bibliografici, se l'articolo vi piace commentatelo e ditemi se ha senso che lo pubblico poi su facebook in confronto costruttivo

Da tempo volevo scrivere qualcosa che incrociasse la storia militare e il larp. Preciso subito, è un accostamento piuttosto inusuale e azzardato. Solitamente il mondo larp è poco attento alla ricostruzione precisa, come invece tenta la rievocazione, in quanto punto ad altro (il gioco, l'interpretazione, la trama). Perchè dunque fare questo accostamento?
La motivazione è semplice, perchè anche la rievocazione nel suo modo di operare è simulativa e limitata, limite dovuto principalmente al non poter uccidere i propri antagonisti. Non voglio discutere qui di ricostruzione storica, non è il mio campo e potrei fare errori dovuti alla non conoscenza di tutte le situazioni, bensì di una situazione in cui il larp riesce secondo me a simulare molto bene la dinamica di una battaglia oplitica. Questa sarà la mia tesi.
Per procedere esaminerò ciascun elemento chiave di questa tesi, ossia simulazione, battaglia larp e battaglia oplitica.

Partiamo dall'ultima. La battaglia oplitica è un tipo abbastanza particolare di battaglia dell'era antica. Gli opliti erano il nerbo degli eserciti greci antichi, il loro nome viene dal grande scudo da 90-100 cm chiamato hoplon che portavano. Considerata anche la statura dei greci di allora lo scudo copriva buona parte del guerriero tanto che in alcune raffigurazioni essi erano completamente nudi, fatta eccezione per lo scudo appunto e un elmo. Lo scudo era la chiave del guerriero oplita, era costruito in modo da essere estremamente robusto, rivestito con lamina di bronzo, il suo peso totale si aggirava sugli 8 kili, cioè tantissimo.
Gli opliti combattevano offrendo un muro di scudi al nemico, che erano altri opliti. Il muro di scudi era di fatto impenetrabile per le armi di allora e questo dettava l'armamento e il tipo di battaglia. Come armi offensive l'oplita portava una lancia di circa 2 metri e una spada corta. La tesi più interessante che ho letto sulla lancia è che fosse usata come arma da carica, cioè come le lance da cavalleria. Questo è curioso, di solito la lancia è immaginata come una arma anti cavalleria o selva di punta di lance, uso che rimane fino all'epoca moderna con le baionette. Tuttavia riflettiamo un attimo, usando la lancia in carica, come la cavalleria, si acquista una notevole forza di impatto, capace forse di penetrare lo scudo avversario o per lo meno di sbilanciarlo. Una volta effettuata la carica, diventa impossibile rompere il muro di scudi e infatti le battaglie oplitiche diventano una sorta di mischia di rugby con entrambi gli schieramenti che spingono per ribaltare la formazione nemica.
Riepilogo quindi le caratteristiche salienti: due formazioni, muro di scudi impenetrabile a qualsiasi arma, vince chi ha maggiore pressione

Analizziamo ora la simulazione. Un larp, un gioco, una ricostruzione, sono simulativi nel senso che non potendo ricreare al 100% un determinato evento ne costruiscono un modello. Il modello è una semplificazione della realtà che la riduce ad alcuni aspetti che interessano, scartandone altri. La maggior parte della scienza usa modelli e simulazioni per i propri studi, tanto per capirsi.
Per la nostra tesi una simulazione prenderà in aspetto alcuni aspetti dell'evento che ci interessa, ossia alcune meccaniche, e si assicurerà che tali aspetti vengano resi in maniera spontanea, ossia si presentino come conseguenza del modo di agire e non come tentativo di ricostruirli apposta. In questo sarà diverso dalla ricostruzione storica. Una ricostruzione cercherà di ripete apposta quello che ci interessa, comportandosi in modo che il risultato sia quello. Nella nostra tesi invece sarà il larp ad arrivare a tali risultati senza volerli ottenere ma come esito delle regole di combattimento, ovvero date certe regole il modo di combattere sarà quello.

Veniamo al larp. Cosa abbiamo che ci interessa per la tesi? Primo aspetto lo scudo. Lo scudo nei larp è invicibile. Certo in tutti i larp esistono chiamate fatte apposta per rompere gli scudi, ma tali chiamate non sono usate dalla massa di soldati ma al massimo da qualche pg di alto livello. Per la massa un muro di scudi larp sarà un ostacolo invincibile. Potete colpirli quante volte volete ma uno scudo larp resterà sempre indistruttibile.
Altra caratteristica fondamentale è la dimensione. Uno scudo torre larp avrà anche 1 metro di larghezza e 1,5 di altezza, in pratica coprirà quasi tutto il fronte del guerriero, lasciando libera mezza testa e le gambe dallo stinco in giù. Insomma un bersaglio molto ridotto.
Infine bisogna pensare alla battaglia campale. Qui porto la mia esperienza a Vilegis 2014. Combattere in formazione vuol dire davvero stare molto ravvicinati, non solo ogni scudo copre l'altro, ma di fatto impedisce che vengano portati attacchi laterali, offrendo quindi solo il fronte. In una tale formazione è impensabile usare armi da fendente troppo lunghe, non si ha lo spazio di manovra tale da muovere oggetti troppo lunghi, e gli unici colpi possibili sono verso la testa con un fendente dall'alto, o verso i piedi con una spazzata dal basso. O, in alternativa un affondo. L'affondo verso i piedi è di gran lunga il colpo più facile, non si espone troppo il braccio, il movimento è molto semplice e si può prendere bene la mira. Le armi più adatte sono quindi le lance, oppure spade non troppo lunghe.

Veniamo quindi alle conclusioni
Lo scudo da larp è un ottimo strumento per simulare l'hoplon: copre la maggior parte del guerriero ed è industruttibile, quindi di fatto è impossibile che lo scontro si risolva sullo scontro frontale eliminando uno alla volta ciascun nemico. Le armi usabili sono grossomodo quelle degli opliti, lancia e spada, per quanto la spada lunga nel larp permette di portare affondi più lunghi, ma questo è dovuto secondo me alla maggior altezza fisica dei combattenti di oggi, per cui aumentando le dimensioni di chi combatte aumenta anche lo spazio da coprire.
La dinamica della battaglia larp con scudi simula quindi bene quella oplitica: i due muri di scudi si avvinano, poi sostanzialmente si impantanano su un lungo scontro frontale che non si esaurirà se non intervengono altri fattori. Qui finisce la similitudine, purtroppo.
Nella battaglia larp non si può avere la pressione dai ranghi posteriori, inoltre intervengono numerosi altri fattori non presenti negli scontri antichi: gruppi di fiancheggiatori, maghi che rompono il muro di scudi, formazioni con armi specifiche per rompere lo scudo.

A ogni modo ritengo molto soddisfacente il fatto che una dinamica del genere si ricrei spontaneamente, e che con poche regole diverse (no maghi, no spacca scudi, si pressione dei ranghi) probabilmente si possa raggiungere una simulazione più completa

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Messaggio Da GrifoMaster il Dom Mag 08 2016, 13:48

Non so cosa scrivere onestamente. Non ci vedo nulla di sbagliato ma mi lascia indifferente.
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Messaggio Da ToteM il Ven Mag 13 2016, 14:45

Io sono molto interessato ai punti di contatto tra il GDV e la rievocazione storica. Non mi è chiaro però che tipo di discussione vorresti intavolare con questo articolo.
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Messaggio Da Robur il Sab Mag 14 2016, 13:02

Due cose, da un lato riportare una mia considerazione sulla possibilità di simulare dinamiche storiche al di fuori della rievocazione e forse meglio, dall'altro sarebbe interessante trovare altri esempi e confrontarli con quanto offre la rievocazione.
Il che a sua volta è come dire, si potrebbe fare rievocazione "spontanea" usando il larp? Cioè fare regole apposta per mandare il gioco in una particolare direzione rievocativa, contrapposta a quello che secondo me è l'approccio della rievocazione, cioè recitare non spontaneamente?
Intendo che una battaglia sarà mimata seguendo apposta i dettami storici ma non li porterà fuori spontaneamente. A me ha fatto capire molto di più il muro di scudi da larp che una qualsiasi lettura approfondita, perchè capivo bene la difficoltà di non poter oltrepassare una muraglia invincibile e la vulnerabilità a proiettili e lance del fante senza scudo.
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Messaggio Da ToteM il Lun Mag 16 2016, 12:56

Una cosa che sospetto ma non ho mai verificato è che le spade Calimacil e simili, più gommose di quelle in schiuma e lattice, rimangano leggermente "attaccate" tra di loro quando si incontrano e facciano maggiore attrito, ostacolando un po' lo scivolamento di una lama sull'altra dopo che un colpo è stato parato. Se così fosse sarebbe una simulazione decente di quello che in scherma è chiamato legame, cioè l'incontro di due lame affilate che "mordono" l'una nell'altra invece di rimbalzare come mazze che si colpiscono, problema comune ai simulatori in metallo con lama smussata.
Purtroppo però è difficile che questo produca autonomamente un comportamento simile a quello descritto nei trattati di schema storica, perché la quasi totalità dei regolamenti GDV prevede artifici come il divieto di mantenere un contatto prolungato tra le armi o di usare la punta, che falsano troppo le cose. Bisognerebbe creare un regolamento apposito per poter osservare gli effetti.
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