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Il Sole e la Nuova Speranza - AA. VV.

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Messaggio Da Sentrem il Gio Ott 10 2019, 21:50

Il sole era sorto da alcune ore, l’aria fresca di un mattino autunnale stava iniziando a scaldarsi. I colori vivaci della stagione sembravano essere dipinti sulla vegetazione, dando al paesaggio un fascino un po’ malinconico. La bizzarra compagnia era quasi arrivata a destinazione. Lungo la strada. poco dopo il confine delle terre tribali, si iniziava ad intravedere il primo dei villaggi programmati nel loro iter, che avrebbe condotto fino a Raaka.
Al villaggio, nella piazza principale, parecchi curiosi arrivarono per via degli insoliti ospiti, sapendo delle voci che erano circolate sui draghi e sui loro campioni, e che uno di loro si sarebbe recato in terre tribali. Il gruppetto si fermò e Gatto iniziò per primo, con voce alta e chiara: “Spirito e Sangue fratelli e sorelle! Io sono Gatto, un iniziato del Totem, membro del Gruppo d’Intervento. Sono venuto qui con degli amici perché la situazione è critica, le terre sono malate e il totem è morente… ma questa non deve essere la fine, insieme possiamo fare tante cose. Oggi fra di noi c'è Istvan, colui che è stato scelto dallo spirito del Drago dell’Estate come suo Campione. Questo Drago ha creato i nostri Avi, i quali avevano il compito di proteggere e preservare le nostre terre. Chiedo a tutti i tribali qui presenti di ascoltare con grande attenzione quello che ha da dire.”
La folla di curiosi, che finora aveva mormorato con espressione dubbiosa, fece immediatamente silenzio, ma più per la comparsa inattesa di una figura nota a molti che per l’ordine ricevuto. Passero infatti si era fatto strada fino alla prima fila e con un gesto imperioso aveva invitato tutti a tacere.
“Abbiamo sentito le voci del vostro arrivo”, disse Passero, rivolgendosi ai tre, “e sappiate che ho dato personale garanzia per il vostro libero passaggio fin qui: non tutti voi siete ben accolti nelle terre tribali. Gatto, fatti da parte e fa’ parlare il prescelto dal Drago.”
Istvan iniziò facendo dei passi avanti, osservando molto attentamente i tribali che si trovava davanti, scorrendo gli sguardi di coloro che incrociavano i suoi occhi. In quel momento, che sembrava immobile nel tempo, poteva sentire i segni divini che attraversano il suo viso e il suo corpo più vividi che mai, un calore profondo saliva dal petto e attraversava la gola. Una volta arrivato vicino alla folla, così che potesse essere udito da tutti, iniziò il suo discorso, dopo un lungo respiro:
“Popolo dello Spirito e del Sangue, vi chiedo di ascoltare ciò che ho da dire, perché molte sono le questioni da affrontare, ma poco è il tempo che ci è concesso per agire. Io sono Istvan Kistenger, Campione del Drago dell'Estate, Estasiato del Sole Creatore. Di fronte a noi si estende un sentiero che porta con sé le divisioni del passato e la paura, l'incertezza, del futuro. Nulla però è ancora deciso e abbiamo la possibilità di scrivere un nuovo capitolo della nostra storia, un capitolo in cui poterci lasciare alle spalle tutto il dolore patito in questi ultimi anni e ricostruire ciò che è andato distrutto. So che la tribù ha sofferto molto e ancora sta soffrendo: per le vostre perdite, per i vostri sacrifici, per i vostri Spiriti e il vostro Totem. Vi sono vicino in questo dolore. Per quanto io sia nato Fargan, posso sentire il senso di smarrimento dei vostri Spiriti e la mancanza del collegamento col Totem, poiché anche io ospito uno Spirito del Totem dentro di me. Esso ha trovato rifugio in me quando ha lasciato un vostro fratello, e mi addolora molto il fatto che non abbia potuto fare ritorno dal Totem, come mi addolora anche poter percepire la forza di questo venire meno, man mano che passa il tempo. Eppure, anche dopo la notte più buia, il Sole sorge sempre! Per quanto la situazione sia critica, il Totem può essere guarito! Le Linee del Drago, o anche dette Vene di Gaia, sono state corrotte da mani avide e malvagie: ciò non solo ha portato il Totem ad ammalarsi, ma ha anche risvegliato gli Spiriti dei Draghi. Essi hanno scelto tre Campioni, come nelle antiche leggende, e ognuno porta con sé la volontà di uno dei tre Draghi, quello dei Monti, quello dell'Estate e quello dell'Inverno. Colui che è diventato Campione del Drago dell'Inverno è alla guida del popolo Florjack che ha invaso queste terre e che lui ha riunito sotto di sé: egli ha intenzione di marciare fino al cuore delle faglie e porvi fine, così che le mani dei mortali non possano più corromperle. Ciò porterebbe non solo alla fine di queste terre per come le conosciamo, ma ucciderebbe definitivamente anche il Totem. Tuttavia, il Drago dell'Estate si oppone a ciò, attraverso di me offre la possibilità di sanare queste faglie, le Linee del Drago, e di poter imparare a utilizzarle nella maniera corretta, per riportare prosperità in queste terre devastate. Ciò significa che anche il vostro Totem guarirebbe! Devo però ricordare che porto con me il risultato di una decisione, una decisione che venne presa da tutti i membri del Gruppo d'Intervento all'unisono, inclusi i membri della tribù li presenti: sono stato scelto come Campione così che possa fungere da guida e da simbolo per la riunione di tutto il Ducato come un unico popolo, a prescindere dalla cultura o dall'Organizzazione di appartenenza. Solo così, come popolo unito, potremo sperare di poter affrontare il Campione del Drago dell'Inverno e vincere! Per farlo, c'è bisogno di unità, di fratellanza e desiderio di costruire un futuro migliore, così come il Sole Creatore ci insegna! Le più grandi creazioni necessitano sempre di grandi sforzi e di grandi ideali perché possano diventare realtà!”
La folla presente era percorsa da commenti animati. “Che cosa sono le faglie?” chiese uno, e un altro rispose: “Roba innaturale che c’è sottoterra... pare che servano per la magia corrotta dei fargan, come quella che hanno avvelenato le Paludi di Huginn.” Un altro disse: “Io ho sentito che il Totem si è ammalato per colpa di queste faglie. Odio i Florjark per quello che hanno fatto, ma se è vero che questo loro Campione dell’Inverno vuole distruggerle, per Gûreg, fanno bene! Se le eliminano magari il Totem guarisce.” - ”Idiozie! Se il Totem è come un animale che beve acqua avvelenata dalla terra, non è togliendogli l’acqua che guarisce, devi purificargliela!”
Gatto appoggiò la mano sulla spalla di Istvan, fece un cenno di assenso e poi disse: “Fratelli e sorelle, tutto ciò che ha detto corrisponde alla verità, diversi fratelli sono stati testimoni di questi eventi, fra cui Passero, Colombo e Cane. Faccio parte della rappresentanza tribale del Gruppo d’Intervento da poco più di un anno e in questo periodo ho lottato con tutte le mie forze, per proteggere i miei fratelli, ho cercato quante più informazioni per curare il Totem e le nostre terre; per non contare che diversi fratelli sono caduti o si sono sacrificati per la causa: Skirnir, Lady Mairi, Lord Hierko, Tarva, Deepgash, Diavik e Lady Volva. Io non dimenticherò mai i loro nomi, né dovreste farlo voi, perché si sono sacrificati per tutti noi! Per le nostre terre! Per il totem! Miei cari fratelli e sorelle, io ho un sogno, nel quale ci sosteniamo l’uno con l’altro, nel quale parliamo apertamente, in armonia, in cui ci prendiamo cura delle nostre terre e le rendiamo più rigogliose che mai, come una vera famiglia unita. Questo vorrei che diventasse la Tribù. E voi cosa volete? Io mi sono unito ad Istvan e andrò avanti fino alla morte se sarà necessario, per il bene superiore, per il volere degli Dei, per il benessere delle nostre terre, per il nostro popolo e per il Totem! Ora la decisione spetta a voi, volete subire le decisioni di altri o essere parte di ciò che sta succedendo? Volete far parte del vento del cambiamento o preferite ignorare la situazione, facendo ciò che vi viene detto di fare?"
Passero fece un passo avanti. “Parli di vento del cambiamento, Gatto, ma sei tu la prima delle banderuole. Ti eri personalmente proposto per andare a fare segretamente spionaggio per conto del Padre tra i Fargan, e ora ti vediamo tornare da noi al loro seguito e ben schierato dalla loro parte, invitandoci di agire alla luce del sole contro gli ordini del Padre. La tua debolezza ipocrita sta diventando velenosa, e sciacquati la bocca prima di citare i nostri valenti caduti, chiamandoli per nome come fossero tuoi amici! Tuttavia, confermo la verità di parte di ciò che hai detto, e a davanti a tutti i presenti qui affermo che uno spirito del Totem, anziché tornare alla sorgente, si è posato su quell’uomo come se tornasse a casa. Questo fatto non può essere ignorato: siamo chiamati ad ascoltare le parole di Istvan, nonostante la sua origine fargan.”
Un grosso guerriero urlò all’indirizzo di Istvan: “Mettiamo che tu sia davvero il campione del Sole e di Apawi e che tu parli per lui; se il Campione dell’Inverno e quindi di Gùreg, che tu stesso hai riconosciuto come tale, combatte per il suo e nostro dio, allora perché Gùreg non dovrebbe proteggere la sua vera famiglia, cioè noi Tribù e il Totem? Gùreg ha la mano pesante, è vero, e forse tempi duri ci attenderanno, ma noi siamo fedeli a lui e al Padre e siamo pronti: lasciamo che siano i deboli fargan a soccombere!”
“Per il Ducato!” dalle spalle di Istvan e Gatto, Freda aveva alzato la voce, tappandosi subito dopo la bocca. “V-volevo dire” , impallidendo a guardare gli altri e i tribali che si erano radunati ad ascoltarli, “I-in passato Fargan e Tribali hanno già affrontato grandi battaglie fianco a fianco e ora non dovrebbe essere diverso. Insomma, viviamo tutti nello stesso posto, possiamo rispettarci a vicenda e convivere in una terra di pace se solo lo volessimo; io sono una Fargan, e vorrei, anzi, lotterò al fianco di Istvan e Gatto e tutto il Gruppo d’Intervento. Per il Ducato!” Tremando dalla testa ai piedi balbettò un sommesso “Scusate” prima di fare qualche passo indietro.
Istvan, dopo un caldo sorriso alla giovane Anulare, riprese poi in mano il discorso “Sta a tutti voi adesso fare la vostra scelta, perché ognuno conta e può fare la differenza. So che il resto del Ducato ha deluso molti di voi e negli ultimi anni si sono inasprite le differenze e soprattutto la diffidenza, tra culture e modi di vivere tanto diversi. Ma è importante sapere che anche il resto del Ducato soffre, esattamente come voi, siamo tutti in una profonda crisi... questo è il momento migliore per guarire e andare avanti assieme, uniti come un unico popolo. Le differenze tra noi non devono più essere motivo di divisione e incomprensione, ma uno spunto per capire che nella nostra diversità abbiamo tutti dei punti di forza che, uniti assieme, possono creare una forza inarrestabile, che fa la differenza, e cambiare le cose in questi tempi bui. Il Sole Creatore stesso vi ha dato una prova che questa unione è possibile, facendo diventare un Fargan suo Campione ed Estasiato: la possibilità di unirci e diventare forti è tutta nelle nostre mani e nelle nostre scelte, le nostre differenze non sono più un valido motivo di divisione! Uniti possiamo resistere e vincere l'imminente guerra che avverrà contro la forza che vuole cancellarci; Uniti, non come Fargan e Tribali ma come un unico grande popolo, possiamo realizzare il nostro destino e creare qualcosa di nuovo e meraviglioso... In nome del Sole, non permettiamoci più di essere divisi, ma uniamoci e conquistiamoci il diritto di costruire un nuovo, radioso futuro! La decisione è vostra, il destino di tutti noi è nelle vostre mani!”
Infine, l'Estasiato tornò in mezzo a Gatto e Freda e, insieme, urlarono a gran voce: "PER IL DUCATO UNITO, SPIRITO E SANGUE!!!”
La folla mormorava, visibilmente divisa. “Questo Ducato fargan ha portato il male e lo squilibrio e ora piange per avere il nostro aiuto. Che i fargan soffrano per quello che hanno fatto a loro e a noi stessi! Non daremo loro una mano!” - “Vedete solo quel che volete vedere! I Florjark che tanto lodate ci hanno invaso per primi e hanno stuprato la nostra terra, mentre i fargan sono subito accorsi in nostro aiuto!” - “Sì, badando bene che i nemici non entrassero nelle loro terre e spargendo sangue soltanto nelle nostre!” - “Perché tutto questo odio insensato? Il perdono e l’accoglienza sono il messaggio di Ze’ev: siamo tutti figli di questa stessa terra, che senso ha che gli arti dello stesso corpo lottino fra loro? Dov’è la Madre in tutto questo, mentre i suoi parenti e i suoi figli combattono?”
“Fate silenzio!” gridò Passero. “Costoro hanno parlato, ma adesso è tempo di fatti, non di parole. Tante invocazioni all’unità valgono poco se un popolo non ha una guida, e mille grida non fanno una voce. Io raccoglierò il messaggio del Campione del Sole e le testimonianze di chi è presente qui, e li porterò domani stesso all’attenzione del Padre e alle autorità della Tribù riunite a Raaka.”
Prima di andarsene, Passero si rivolse ai tre. “Nel nome di Apawi, giuro che non ometterò o altererò una sola parola di ciò che è stato detto qui da voi e dalla mia gente. Ma l’opportunità è stata data, e non potrò più garantire per la vostra incolumità se procederete oltre.”


Sentrem

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