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La pazzia a portata di mano - Ettore

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La pazzia a portata di mano - Ettore Empty La pazzia a portata di mano - Ettore

Messaggio Da Sentrem il Gio Mag 09 2019, 14:24

Era ormai dal rientro da Mu che l'anulare nero si comportava in maniera a dir poco sospetta nell'aggirarsi in cattedrale, cupo come non mai, come se stesse combattendo una lotta tra sé stesso e qualcos'altro…
Ogni tanto occhi indiscreti riuscivano a gettare sguardi curiosi all'interno della sua cella e percepivano che qualcosa non andava nel verso giusto: fogli sparsi ovunque, appesi alle pareti e scritti, scarabocchiati, impasticciati con simboli di tutti i tipi, molti dei quali inesistenti o irriconoscibili alternati ad alcune scritte che in maniera intermittente variavano dalla lingua corrente al draceno e in una sedia nell'angolo della stanza un sacco ben chiuso e ben riposto, l'unica costante in quel caos.
Poi una mattina: “basta non ce la faccio più, il concilio è qui no posso più aspettare che mi diano udienza!”
Un tonfo echeggia tra i corridoi della cattedrale e l'anulare si dirige a passo spedito verso la sala del concistoro degli indici, ma Lord Zaccaria appare da un angolo del corridoio e lo prende in disparte: “Ettore cosa ti prende!? Non ti lascerò varcare quella porta in queste condizioni, se vuoi parlare al concilio devi calmarti, se avevi tanta urgenza potevi venire a parlare con me non ti pare!?”
Zaccaria allunga la mano verso il sacco intuendo che fosse la causa di tutto: “No milord, non è saggio, lo porterò io come ho fatto finora.”
Lord Zaccaria fa cenno alle guardie di aprire la porta della sala, entra per primo e fa cenno al giovane che si stava riprendendo dall'ira di seguirlo, entra e si ferma al centro della sala ove stanno seduti alcuni degli indici che in un brusio scemante guardano l'anulare con sospetto; Zaccaria prende posto al tavolo e fa cenno di iniziare a parlare:
“Eminentissimi membri del concilio sono dinanzi a voi per liberarmi di un pesante fardello che per il bene del ducato tengo nascosto da ormai un anno. Questo oggetto che tengo nel sacco è in grado di traviare le menti di coloro che vi entrano in contatto, io stesso ammetto che in certi episodi le sue emanazioni stavano per avere la meglio su di me…”
Un brivido corre la schiena del ragazzo che interrompe il discorso bruscamente e sbarrando gli occhi lancia a terra il sacco urlando in maniera liberatoria e cadendo sulle ginocchia. Rimasto lì per qualche secondo, rialzandosi continua:
“scusate lo spiacevole spettacolo, ma non toccavo da molto tempo quella cosa e ora spero la prendiate in custodia insieme alle altre reliquie.”
I membri del concilio si voltano sconcertati dalle ultime parole pronunciate. E con voce tremante chiedono
“A quale… divinità pensate appartenga la reliquia?”
“Credo di poter affermare con buona certezza che si tratti dell'Abominevole.”
Un freddo silenzio cala nella sala finché non viene chiesto alle guardie di allontanare il sacco e il suo contenuto ed essere preparato per una verifica prima di essere sigillato.
“Molte bene Ettore il tuo impegno per evitare che la parola di una divinità caotica come l'abominevole si diffondesse nel ducato è stato scrupoloso, ne terremo conto, avete altro di cui conferire con noi?”
“È tutto per ora, scusatemi ancora per prima, ora vorrei solo riposare un po per riprendermi da quella … cosa.”
L'anulare si volta ed esce dalla sala del concilio, dove la discussione si accende nuovamente appena chiuse le porte.

Sentrem

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