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Una nuova casa nel Rinnovamento - Lord Aurelio La Torre

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Una nuova casa nel Rinnovamento - Lord Aurelio La Torre

Messaggio Da Sentrem il Mar Gen 16 2018, 00:01

Primavera.
Il giardino fiorito, i tavoli imbanditi.
Il mio matrimonio. Rosamunda, la mia sposa, bellissima, sta danzando con me, con i suoi neri capelli decorati da fiori.
Il suo abito semplice, bianco.
Sono felice. Sono incredibilmente felice.
"Papà?"
Aurelio si sveglia, di soprassalto.
Un sogno, ovviamente
Sua figlia, Alba, è in piedi vicino al suo letto. Otto anni di vivacità e ingegno, coi capelli biondi come il padre.
"Papà. non riesco a prendere sonno qui. I rumori sono diversi"
Con calma, Aurelio si alza.
Vero. Non abitano più a Seawolk, con il rumore del mare, dei gabbiani e del vento.
Qui, alla fonderia, i rumori sono diversi, metallici e cadenzati. Anche di notte.
Il lavoro, gli impegni, e la carriera (e vari ospiti che hanno reso la vecchia casa piccola), lo hanno spinto a spostarsi, con famiglia e seguito, presso la sede centrale del Patto, fino a giungere a queste ore che precedevano l'alba del Terzo giorno del Rinnovamento.
Fino a un paio di giorni prima i suoi nuovi compagni lo hanno aiutato, o almeno quelli che potevano.
Sir Erad, forte come un orso, scaricava casse con facilità.
Percival, da poco unitosi a loro, dava una mano con i carichi più leggeri, cercando di conoscere e farsi conoscere, mentre Istvaan aiutava a coordinare i lavori oltre ad eseguirli, con l'occhio pronto di chi coordina sempre sul campo i suoi uomini.
E Neeral, nel frattempo, riusciva ad alleviare i lavori (anche a sé stesso), suonando e tendendo alto l'umore del gruppo.
In mezzo a tutto questo Augusto, il figlio maggiore di Aurelio, si dava da fare come possibile osservando ammirato i suoi eroi, e ascoltando le storie della Legione che riusciva a farsi raccontare dal legionario bardo con le orecchie a punta.
Già robusto, coi capelli neri e ricci come lo zio, aveva già fatto sapere a suo padre di voler divenire un Legionario, riuscendo a giungere a un compromesso di aspettare ancora 7 anni, al diciannovesimo compleanno, prima di acconsentire.
Per buona parte della giornata, avevano dato una mano a scaricare le casse e sistemare i mobili nella nuova casa, un poco più grande di quella che aveva a Seawolk.
Ora era un Apprendista Mercante, e necessitava di maggior spazio sia per il proprio lavoro, sia per tutti gli ospiti che avrebbe avuto (ma non era forse anche questo lavoro).
Piff dava una mano. Essendo comunque, oltre che un artigiano, un servitore di Aurelio, avrebbe vissuto ancora con loro. Una volta che fosse riuscito a divenire anche lui Apprendista, forse, le cose sarebbero cambiate (sebbene la piccola Alba non volesse).
Si erano dati da fare, in maniera di avere tutto pronto durante il primo Giorno del Rinnovamento.
Alla sera, con l'aiuto di Lala, la nuova schiava, avevano cenato allegramente tutti assieme.
Erano presenti anche altri colleghi, e aveva invitato alcuni vicini ma, col giorno del rinnovamento imminente, non tutti erano riusciti a passare.
C'era chi, come Lady Yer, era a casa con la famiglia, e altri colleghi che non vivevano alla fonderia non avrebbero fatto il viaggio, ma per coloro che erano passati c'era stata una serata di pace e relax, di brindisi a coloro che non erano li con loro, e brindisi maggiori a chi non sarebbe più potuto esserci dopo aver raggiunto gli dei.
Il secondo giorno del rinnovamento lo aveva no passato con più calma, e con alcuni ospiti che arrivavano nel frattempo.
La sera giunsero assieme Wysteria e Malìa, che vennero presentate ai due figli.
La danzatrice elfica e la barda umana, togliendosi i mantelli foderati da viaggio, misero in vista scintillanti abiti che enfatizzavano i loro corpi, pur essendo meno appariscenti di quelli che normalmente usavano per lavoro.
Augusto, sebbene avesse imparato dal padre ad accettare ed apprezzare qualsiasi usanza del Ducato e non giudicare a mente chiusa, si avvicinava a quell'età in cui le vesti di Malìa gli facevano arrossire il volto. Sebbene un po' impacciato, comunque, si comportava sempre adeguatamente, accompagnando le due ospiti nella loro stanza e facendo il bravo padrone di casa, con suo padre che di nascosto ridacchiava alle sue spalle.
La piccolina invece era affascinata dai loro abiti brillanti e, sebbene piccola, rimase a leggere fino all'ora del sonno in braccio a Wysteria i racconti sui vari paesi del Ducato.
E poi, nella notte, Aurelio sognò la propria moglie, e venne svegliato dalla figlia.
Andando assieme in cucina, trovarono Lala, vicino alla stufa, che osservava fuori dalla finestra i primi raggi di sole.
Di scatto, preoccupata di esser stata trovata dove non doveva, si alzò balbettando "Mi scusi, Lord Aurelio, non riuscivo a dormire e mi sembrava strano.."
"Tranquilla Lala" la rassicurò Aurelio, sbadigliando "questa è anche casa tua ora. Ma, magari, vorrei chiederti se da stanotte potresti dormire assieme ad Alba, dato anche lei fa fatica a riposare"
La ragazza sorrise, guardando la bambina che si versava del latte dalla brocca, con una serenità del volto che non aveva da tempo.
Durante la mattina, prima del pranzo, vennero finiti i preparativi e arrivarono gli ultimo ospiti.
Augusto e Piff uscirono a fare le ultime spese necessarie, mentre in casa Lala preparava come possibile.
Aurelio dava una mano, sempre pronto a scambiare messaggi scritti con Malìa e Wysteria, ma ogni tanto parlando per coinvolgere Lala o la piccola Alba.
Per parlando del proprio passato con Malìa, che un anno prima aveva cantato per il ricordo della moglie del nobile, Aurelio le raccontò il sogno che aveva fatto, e i propri ricordi del matrimonio, con espressione dolceamara.
La piccola Alba rimase li vicina ad ascoltare in silenzio. Non avendo mai conosciuto la madre, le faceva sempre piacere sentirne parlare.
Poco prima di pranzo giunse Timmy, l'anziano gnomo della Congrega, che dopo i saluti d'obbligo a tutti si appartò in un angolo a chiacchierare vivacemente con Piff. Era un po' che non si vedevano, e con solo tre gnomi nel Ducato ogni loro incontro era un evento importante.
"Un ospite per far felice Piff", pensò il il biondo La Torre mentre li guardava soddisfatto.
Aurora, la maestra elfa della Congrega, lo aveva accompagnato per la sua sicurezza. Poco dopo, assieme ad Aurelio e Augusto, si ritirò per mezz'ora nella camera ufficio del Nobile che istruì Lala di non farli disturbare se possibile, e badare nel frattempo agli ospiti.
Quando ne uscirono, l'elfa aveva un'espressione seria ma non preoccupata, mentre Aurelio aveva il volto soddisfatto di quando aveva concluso un buon affare.
Augusto, dal canto suo, sembrava camminare sull'attenti, con lo sguardo estasiato di chi ha assistito a qualcosa di molto importante.
Sembravano arrivati tutti, e iniziarono il pranzo tra chiacchiere, canti e qualche danza di Wysteria con Alba che provava ad imitarla e sta cercando di comprenderlo pienamente.
Le sedie erano sparse per la stanza, e il cibo distribuito su tre tavolini e alcuni mobili, in cui la gente si serviva da sola.
In casa erano state preparate solo le pietanze più semplici, e il resto acquistato.
Anche con l'arrivo della nuova schiava, Lala, in quella casa la vera abilità era nell'acquisto, e non nel saper cucinare!
Questa disposizione dei tavoli, pensata da Aurelio e usata due giorni prima, permetteva di pranzare assieme ai non nobili, facendosi compagnia ma senza contravvenire a nessuna norma sociale.
Erano da poco suonate le campane che segnavano la prima ora pomeridiana, quando qualcuno bussò alla porta.
Lala, in quel momento, stava parlando con Aurora, la quale sembrava preoccupata, o interessata, a come si trovasse la schiava come proprietà dei La Torre.
Per questo andò ad aprire Augusto, cercando di fare il bravo padrone di casa, lasciando suo padre il quale stava parlando con Piff e Timmy dei vari usi e costumi del Ducato (alcuni dei quali ancora sconosciuti agli gnomi).
Si trovò di fronte un elfo ben vestito, che di fronte a se aveva una cesta con del cibo e una con dei vini, e dietro di se un piccolo calesse ricolmo di pacchi.
"Salute a Voi. Immagino voi siate Augusto La Torre" disse l'elfo, accennando un inchino del busto verso il ragazzo, e rispondendo al saluto di Aurelio che si stava avvicinando invitandolo ad entrare.
"Sono venuto invitato da vostro padre per il Pranzo, e per fermarmi da voi qualche giorno, per festeggiare insieme il rinnovamento. E quelli..." indicando i pacchi sul calesse “ sono i regali per gli ospiti!” sorridendo al giovine.
All'interno, la maga della Congrega aveva smesso di parlare, fissando sorpresa ma non dispiaciuta il nuovo ospite, mentre Lala andava ad aiutare a portar dentro le cibarie.
"Salve… ehm… il mio nome è Telorian…. Buon Rinnovamento! "

Sentrem

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