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Un problema tutto italiano

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Messaggio Da GrifoMaster il Mer Nov 11 2015, 15:20

Riporto una discussione fatta su FB su un problema che da master ho sentito molto, l'articolo in generale è interessante, ma l'approccio alla religione senza "stacchi" dal rapporto con la religione cattolica pare essere un problema tutto italiano.

Michele Pupo
2 h
Meditate gente, meditate!
http://www.gwid.se/2010/6-common-mistakes-in-live-role-playing-design/

Ivano Piva MISTAKE THREE: THE SURPRISE! – DECONTEXTUALIZING THE PLAYERS-> Questo è uno di quelli in cui più spesso i master nuovi cadono!
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Michele Pupo
Michele Pupo Non che le 50 pagine di ambientazione siano poche
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Ivano Piva
Ivano Piva Quelle dipende da come sono strutturate.
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Ivano Piva
Ivano Piva "Andrea Orvandor Gatta Molto interessante. Aggiungerei un'altra postilla che ho trovato organizzando, simile alla questione politica.

Se imponi una sovrastruttura religiosa a dei giocatori questi, imprescindibilmente da quello che giocheranno, si rivolteranno sempre contro l'ordine clericale, non tollerando l'obbligo di dover sottostare ad una chiesa.
Temo che questa sia una reazione molto italiana. In Inghilterra non mi è mai capitato e nemmeno in Germania (anzi la ci sono fanatici veri).
Ritengo quindi un problema da tenere di conto nel momento in cui vai a creare un larp" Preso da confronto costruttivo tra larper italiani? SI! PUO! FARE! E' una cosa che con molti giocatori ho fortemente notato in AD.
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Michele Pupo
Michele Pupo Confermo. Più facile trovar atei e demonologi che fedeli di lex
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Ivano Piva
Ivano Piva Il grosso problema è l'aggressività verso il ruolo, vedo medievali che pongono critiche e atteggiamenti alla chiesa di Lex fin troppo "moderni".
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Michele Pupo
Michele Pupo Perfettamente d'accordo. È quanto ho sempre sostenuto, assieme al razzismo e al sessismo
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Messaggio Da ViSuAl il Ven Nov 13 2015, 11:02

Direi che il problema italiano è valido per quasi tutte le sovrastrutture non "moderne" imposte (Impero --> ribelli, Chiesa --> atei, e simili). Io stesso ammetto di far fatica a immedesimarmi in un fanatico religioso o un popolano timorato di dio.. ma non ci ho nemmeno mai provato veramente..
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Messaggio Da ToteM il Lun Nov 16 2015, 20:52

(Cazzo! Avevo scritto un bel po' ed ho perso tutto. Ora esco ma posso questo così mi tiene aggiornato e mi ricordo di riscriverlo)
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Messaggio Da Crispino il Mar Nov 17 2015, 02:29

Il problema è la rappresentazione fantasy della religione clericale di ispirazione Lawful Good: fondamentalmente, è pallosa, ed è anche troppo vicina a quella che conosciamo già nella vita reale, quindi al giocatore, che spesso cerca il distacco, interessa di meno interpretarla. Capisco che questo fenomeno avvenga soprattutto nella devotissima Italia. La questione non è quindi la ribellione al fatto di essere fedeli in sé: lo dimostrano i gettonatissimi culti sciamanici e naturali, dove la spiritualità è interpretata in modo molto forte e dove ogni rara eresia è punita all'istante e letalmente, senza che nessuno si lamenti dell'assenza di processo. Anche questo è il problema: l'infrazione verso un culto clericale legato ad una società complessa è inevitabilmente percepita più passibile di impunità grazie alle tutele civili che affaticano le procedure di giudizio.

Personalmente lotto da sempre contro l'idea di religiosi come un concistoro di chierici dalla mente monotematica e una folla di bigotti ipertesi armati di torce, perché queste cose consentono al giocatore limitatissimi modelli comportamentali e forti vincoli di interpretazione e personalizzazione. Cioè, il blocco ortodosso può esserci al livello base del contadino o pretucolo di campagna, ma ritengo più stimolante abbinare agli uomini di fede fattori più profondi come intrighi e intrallazzi politici, congreghe di assassini sacri e la gestione dei differenti livelli di conoscenza in base alle soglie misteriche superate. Insomma, una sfida intellettuale e interpretativa un po' più interessante, e non in palese conflitto con i paletti dell'ambientazione.

Le contaminazioni dell'ortodossia con le specifiche condizioni di campagna sono per me plausibili e valutabili se creano più stimoli e più opportunità di gioco. Così magari ci distaccheremo dagli stereotipi che oggi allontanano un certo numero di giocatori dal ruolo religioso, sopratutto coloro che sono stufi di sentir gridare in giro soltanto "LEX! LEX! LEX!".
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Messaggio Da GrifoMaster il Mar Nov 17 2015, 09:19


Le contaminazioni dell'ortodossia con le specifiche condizioni di campagna sono per me plausibili e valutabili se creano più stimoli e più opportunità di gioco. Così magari ci distaccheremo dagli stereotipi che oggi allontanano un certo numero di giocatori dal ruolo religioso, sopratutto coloro che sono stufi di sentir gridare in giro soltanto "LEX! LEX! LEX!".

Ma in realtà tizi che urlavano fanaticamente "LEX LEX LEX" ce ne sono stati molti di meno di quanti sono stati percepiti.
Non lo era Sairgon, ne Giampi, ne i vescovi di Mauro o Sentrem.
Probabilmente nella prossima ambientazione metterò delle correnti divergenti esplicite nella chiesa, ma solo il fatto di avere una natura monoteista e dover convivere col culto di altre due divinità obbliga a delle scelte che volutamente in ambientazione non sono già scritte.

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Messaggio Da Sculptor il Mar Nov 17 2015, 18:37

Premessa: ho giocato 4 pg nella campagna appena conclusa, e solo uno è stato profondamente fedele al suo Dio... E ciò mi ha ripagato tantissimo.

Comunque... Personalmente credo che se uno sceglie di giocare un pg lexita (per fare un esempio) e decide che sarà un fanatico allora lo giocherà come tale, rispettando i dogmi della Chiesa.
Il discorso ribellione ad una struttura clericale non andrebbe confuso con giocatori incapaci di interpretare la fede del pg (vedi inquisizione che cerca di uccidere Giampi) sennò ci sarebbe una lista infinita di "cazzatelle" religiose.
Religione clericale lawful good: pallosa? Mi sembra una cosa da dire. Se scelgo di giocare qualcosa di palloso affari miei. Ci tengo a precisare che la questione viene vista in gioco in maniera troppo moderna dato che se una volta qualcuno osava offendere una divinità veniva bruciato, altro che processo e cavilli.
(Opinione personale che si può discutere, non cercare di cambiare
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Messaggio Da Robur il Mar Nov 17 2015, 22:19

Io dico solo che sono ateo ma nella campagna ho interpretato,con molto gusto un fedele di lex tranquillo, non fanatico e scaramantico... Ed e stata una ottima esperienza. Sicuramente nella prossima campagna proverò un fedele di qualche altra divinità.
Quello che mi spiace è che più si è andati avanti nella campagna i fedeli di tutte le religioni sono stati sempre meno, e questo è stato un male. A inizio campagna eravamo quasi tutti molto fedeli, non dico solo di lex, c'era una estasuata di wulfen e non mancavano i fedeli di hexarcus... Quel clima si è spento dopo imfernopoli. Quello che è grave, ed è quello che scrivevo nella chat riportata, è che nel mondo medievale la religione era parte tangibile, se viene meno ci troviamo in un setting insipido. Se per qualcuno è un problema aver a che fare con qualcosa che ricorda la propria religione allora meglio farsi fedele di una altra in game.

Ah si, penso sia meglio se evitiamo le categorie morali di DnD. Creano solo stereotipi e non aiutano.
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Messaggio Da Oedhen il Mer Nov 18 2015, 22:37

Ummm.... anch'io la penso come il Pupo.

Fermo restando che un vescovo Lexita non debba essere per forza un inquisitore, ed un inquisitore non significhi strettamente un torturatore alla Torquemada.

LA religione non è soltanto ricordarsi il nome del proprio dio, ma è anche premere per caratterizzarne al massimo l'aspetto del personaggio. Da ricordare di belli ne ho visti purtroppo pochi. (Ed il vescovo-inquisitore che ho giocato io non è tra questi)
Considero che nella campagna globale l'ateismo è una cosa molto rara e motivata, mentre ho avuto varie volte la sensazione che chiunque scegliesse "ateo", come casella bianca dalla quale partire a farsi un'idea. Anche qualche nobile.

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Messaggio Da Crispino il Ven Nov 20 2015, 12:46

Non equivocatemi, sono ben consapevole che la qualità di molti giocatori ha consentito di elevare il background da ambientazione della religiosità lexita, che, penso volutamente, è composto di dogmi universali, semplificati e rigidi, che ben si prestano ad un'interpretazione letterale. È a questo che mi riferisco quando parlo di piattezza, ma è vero che tali dogmi non sono che linee guida e paletti per il giocatore che vuole evitare gli stereotipi. Tuttavia, non tutti sanno fare (o intuiscono che potrebbero fare) da soli questo salto di qualità.
Quindi mi piacerebbe che, anche a livello di ambientazione (e a livello di campagna locale SARÀ COSÌ) che fossero meglio investigate o descritte le diverse modalità di approccio alla fede, al di là del punto di vista "ufficiale", senza che tutto poggi sulle spalle dei PG. Questo suggerirebbe molti spunti di gioco e farebbe varcare più facilmente la barricata a chi magari volesse approfondire le sfumature della fede ma non sapesse bene come interpretarlo o giustificarlo in gioco...


Ultima modifica di Crispino il Ven Nov 20 2015, 18:18, modificato 1 volta
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Messaggio Da Oedhen il Ven Nov 20 2015, 18:08

Ottima interpretazione del mio pensiero.
Fare dei PG stereotipati, per favore NO! Non è necessario che un PG Lexita esegua alla lettera tutto quello che il dogma di Lex gli impone. Potrebbe essere contrario su alcuni punti. Ad esempio, un mio PNG di una volta (ma poteva benissimo essere un PG) era un credente di LEX deliberatamente ispirato a Martin Lutero, e si faceva chiamare "il profeta". (Effettivamente di profeti ce ne sono stati veramente tanti, la scorsa campagna).

Quel che cambia però è una concezione di base di fare un raffronto del PG tra fede e opinione, dando spessore al PG.
Altrimenti, spesso si fa quel che comoda, trovando escamotage poco convincenti.

Per la nuova campagna sarebbe molto bello se ognuno scrivesse nel proprio BG ANCHE il proprio rapporto con la fede in modo dettagliato.
Soprattutto per certe divinità.

Oedhen

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