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Che la festa cominci! - Anonimo

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Messaggio Da Sentrem il Mar Mag 07 2019, 20:17

C’era un gran via vai davanti alla casa che  Hellighet aveva  affittato…
Il giovane borghese aveva investito una grande quantità di denaro per poter usufruire di quell’edificio. Il progetto architettonico, molto chiacchierato in citta, era stato elaborato da una famiglia che vanta i migliori architetti del ducato.

Taiko e Gregor, due membri dell’Occhio e la Spada, arrivarono alle prime luci dell’alba e sistemarono, in un banco allestito per l’occasione, una famiglia di cinghiali, cacciati durante la notte.
Fu poi la volta del locandiere, che aiutato da una decina di garzoni sistemò nel vasto giardino delle immense botti di vino e birra…

L’aria era intrinseca di euforia. Quella sera si sarebbe tenuto il grande evento, una festa che il mercante aveva organizzato per condividere i suoi risultati economici positivi con gli amici del Gruppo di Intervento. Non aveva badato a spese.

Dovevo infiltrarmi.

Il giardino era ricco di fiori esotici, probabilmente portati dai suoi lunghi viaggi. Erano stata portata in loco una piccola quercia, raffigurante, a detta dell’organizzatore, la crescita rigogliosa del ducato. Un piccolo telo con raffigurato un bue argentato, un simbolo a cui il mercante teneva molto a quanto ho sentito, era stato posto all’esterno come tratto distintivo affinché gli ospiti potessero riconoscere la giusta casa.

Dall’altra parte della strada, un immenso palazzo si ergeva dal terreno. Una grigia cinta muraria delimitava l’accesso ad un giardino mal curato, alcuni fiori erano appassiti, ad altri non rimaneva molto. Vi era una fontana, ma nemmeno un uccellino che vi si poggiava, l’ acqua era ormai stagna… Si intravedevano anche delle finestre sporche, segno che nessuno si prendeva più cura di quel  palazzo che un tempo era sinonimo di grandezza. Il cancello, di superba fattura, aveva al suo centro un simbolo raffigurante una spiga di grano…

Era sera e gli invitati stavano arrivando.

Avevo recuperato un vecchio mandolino e decisi che mi sarei finto uno dei tanti bardi invitati per intrattenere gli ospiti. Idea. Geniale.

All’ingresso due soldati di O&S, scritturati appositamente per evitare che gente come me acceda alla festa tenevano tra le mani una lunga lista di invitati.
Fortunatamente i nomi dei bardi non erano stati segnati e cosi bastò raccontare qualche canto popolare conosciuto per potermi dimostrare tale.
Era fatta. Ero dentro.  

Nel giardino la festa era da poco cominciata, le lanterne illuminavano il prato dove erano stati posizionati grandi teli per permettere alla gente di sdraiarsi mentre si dissetava, chi con il vino, chi con la birra… i cinghiali erano sul fuoco e la carne veniva distribuita, tutti banchettavano allegramente mentre un leggero vento soffiava aiutando così a resistere alle alte temperature dovute all’alcool e al fuoco.

Ci misi un po’ a notarlo ma non c’erano donne. Hellighet aveva invitato solo uomini? Sarebbe un grosso vantaggio scoprire eventuali tendenze del capo mercante…

Poco dopo una carrozza e tre carri coperti a seguito si fermarono davanti alla proprietà.

- Oh, ben arrivato grande Schiavista, ha fatto buon viaggio?
- Certo caro, io, e tutta la merce (disse strizzando l’occhio il 3° grado)
- Deduco quindi che quei carri siano…
- Pronti da scaricare.

E così dai 3 carri iniziarono a scendere donne, schiave presumibilmente, di ogni razza.
Fu uno spettacolo meraviglioso. Mai avevo visto tante, servizievoli, donne ad una festa.

Subito le ragazze iniziarono a sedurre gli invitati, alcuni dei quali si trasferirono dentro casa, in stanze precedentemente allestite.

Riconobbi Istvan assieme a Fiammifero ed Elven che parlavano delle ultime spedizioni vicino al fuoco. Istvan in segno di amicizia, e sfida immagino, portò un libro con sé per donarlo al padrone di casa… non lo vidi bene ma il titolo sembrava essere “ 8 motivi per cui non puoi essere capo sul campo” …

Un sacerdote pallido ed un suo amico portarono incenso aromatico…il sacerdote aveva una sorta di feto con sé, una cosa disgustosa…

Vidi il nuovo gastaldo dei Flamber, Ninui…era intento a parlare di occultismo con altri ospiti … Hellighet lo fermò:

- Ciao Ninui, sono felice di averti qui
- Grazie a te per avermi invitato…
- Sai stavo pensando, per  complimentarmi con te…ho pensato ad un regalo…
- Un regalo ?
- Beh si…4 grado…4 premi
- Cosa intendi?

Fu così che 4 belle schiave cercarono di coccolare il piccolo elfo,ma il ritualista si continuava a scansare e cercava di fuggire..un boccale volò e colpì la testa di Ninui facendolo svenire tra le braccia delle concubine... lo accompagnarono in una stanza…nessuno lo vide più fino alla mattina seguente.


-a volte bisogna forzare un po' la mano, scusa per il boccale
-nessun problema Signorina, a lei tutto è concesso

Una giovane donna, con una nera armatura, che poi, chissà che tipo di donna indossa un’armatura ad una festa in casa, aveva lanciato quel boccale ed ora parlava con Hellighet

-scusa sono arrivata davvero da poco

Ci fu un attimo di silenzio, tutti guardarono il tavolo con sopra i 6 boccali finiti davanti al suo posto

-ehm immagino.... Fortuna che è arrivata!! L'unica donna libera, per modo di dire, a questa festa!!

-immagino di essere anche l'unica qui per propria volontà ahahah una festa del genere non me la potevo perdere....

-rimango onorato dalle sue parole , si serva pure finché ce n'è

Sopra il tavolo Aranil, un alchimista del patto, mesciava pozioni. Ne assaggiai una: ebbi le forze per stare sveglio tutta la notte…delle altre non ne volli nemmeno sapere.

L'alcool scorreva a fiumi e in molti erano già distesi per terra in uno stato di semi incoscienza... Le droghe presenti (o almeno, presumo fossero droghe) avrebbero potuto stendere un esercito...  

Era ormai sera tarda, quando un uomo che non avevo mai visto arrivò.

- Carissimo, mai avrei pensato di vederti qui.
- Non sarei mai potuto mancare
- Cosa nascondi tra le mani (disse il mercante con un sorriso beffardo)
- Un dono…

Gli diede un gioco da tavolo in mano, non capivo bene cosa fosse… prese una pallina e la lanciò dentro.

- Ho perso
- Succede...fortunatamente non hai perso nulla
- Fortunatamente…
- Non avrai mica pensato che ti portassi…quel gioco…
- Per un attimo ci ho quasi sperato, avresti movimentato ancora di più questa festa…

Si salutarono, e l’individuo scomparve.

Mi si avvicinò il festeggiato, panico.

- Tu non sei tra gli invitati giusto? Un bardo che girovaga per la festa tutta la sera senza mai cantare?
- No no io sono un cantore
- Cantami qualcosa, un poema qualsiasi
- Cinque Rintocchi di Campana le potrebbe piacere?
- Ho sentito quel poema tante di quelle volte che potrei raccontarlo anche io. Stai pure qui e divertiti, mangia, bevi, approfitta della mia ospitalità...ma non cantare se conosci solo quello, te ne sarei grato.
- Si, scusi, grazie, non lo racconterò, giuro.


Ad un certo punto sentii un fortissimo boato, sordo, vicinissimo.
Temendo il peggio corsi fuori, e vidi un cielo illuminato da colori e luci mai visti prima- illuminato dalle fiamme al tritolo, un uomo emaciato ma teso, che sorrideva malinconicamente stava osservando il dipanatisi dei colori. Qualcuno me lo additò come ingegnere, ma là, sotto quel turbinio di luci, io non vedevo un uomo che imbracciava cannoni, ma che li trasformava in strumenti di meraviglia.

Ho passato il resto della serata a conoscere gente, c’erano personaggi di ogni tipo… in disparte, probabilmente, li più per cortesia che per donne, droga o alcool, vi era il famoso paladino Lexita processato per corruzione, certamente, non il miglior posto per cercare redenzione. Assieme a lui Gregor e Taiko, i due combattenti già visti la mattina discutevano dei contratti svolti durante le loro spedizioni

Ho scoperto che il cuoco della serata è un membro del Patto di nome Tergeste, a detta degli altri una vecchia volpe che non ha rivali come raccoglitore di risorse.... un tipo strano...sembrava tener sotto controllo il mercante, come se volesse proteggerlo con gli occhi....Devo riuscire a farmi dare la sua ricetta per il cinghiale arrosto...


Spero che gli affari di Hellighet continuino ad andare così bene, così magari organizza un'altra festa... E se mi imparo qualche vero poema, anche uno che rasenti la sufficienza magari potrei davvero venire a intrattenere gli ospiti.

Sentrem

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