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Dicerie Isola dei Dannati

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Dicerie Isola dei Dannati

Messaggio Da Linz il Gio Set 27 2018, 23:01

Qui verranno pubblicate tutte dicerie della campagna Isola dei Dannati

Linz

Messaggi : 118
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Re: Dicerie Isola dei Dannati

Messaggio Da Linz il Gio Set 27 2018, 23:27

I primi giorni dell’ottavo mese dell'anno 970, nelle cinque città.

Alle porte delle cinque città apparve una figura ammantata di nero snella e con i capelli lunghi e molto appariscenti, orecchie a punta e sguardo scattante, con una maschera bianca in volto.
Portava con sé una pergamena e chiedeva di parlare con i capi mostrando il distintivo della Fortezza, senza guardare in faccia nessuno e senza farsi fermare da alcuno.
Non appena incontrò i capi delle cinque città consegnò loro la pergamena e nell'attimo dopo sparì, nemmeno gli elfi o chi possedeva capacità superiori di scrutare nelle ombre riuscì a vedere lo strano figuro abbandonare la vista di ognuno dei capi città.

La pergamena recitava con lettere chiare e ordinate.
“Come ogni anno vi accolgo in Fortezza,
come ogni anno vi chiedo di essere accompagnati dai più meritevoli e dai più motivati,
come ogni anno vi chiedo di decidere assieme per il bene dell’Isola.
Vi aspetto il ventinovesimo giorno del corrente mese, con il sorriso sulle labbra.
Ralph Barger, comandante della Fortezza”

I primi giorni del nono mese dell'anno 970.

Sulle porte dei più importanti edifici delle cinque città venne affisso un messaggio:

“In occasione dell'annuale riunione dei rappresentanti delle cinque città, invitiamo le persone designate come accompagnatori, a presentarsi il giorno quattordici del mese corrente, pronti ed equipaggiati per la partenza, alle porte delle rispettive città poi dai vostri rappresentanti sarà indicata la via.
Ralph Barger, comandante della Fortezza”

Ventiseiesimo giorno del nono mese, in una taverna di Kondreas.

“Hey..te lo fai un ultimo bicchierino?”
“Sono stufo di bere vecchio nano, dobbiamo andare, l'annuale riunione avrà luogo tra pochi giorni dobbiamo prepararci ad accoglierli..”
“E te pareva, ogni anno la stessa solfa, quei boriosi succhia soldi che vengono a fare la loro gita e noi come degli allocchi che ci dobbiamo dare da fare per accogliere i loro regali fondoschiena..”
“aaaHahhahahahhahahH! Adoro questo tuo lamentarti, mi fai sempre divertire!! Dai andiamo, abbiamo da fare!”

Undicesimo giorno del nono mese, Castello Reale.

"Mia Regina così sarete splendida!"
Una donna minuta, con una lunga treccia bruna si girò imbustata in un abito color verde smeraldo, in un corsetto a stecche, in tripudio di fronzoli e rivolse un sinistro iride pallido ad un massiccio uomo a pochi centimetri da lei.
"Q-quindi?" l'aria le uscì a malapena.
"Oh regina Elena, non c'è nulla da chiedere al vostro...Ottavo, siete perfetta!"
"Max?"
L'uomo la osservò per una frazione di secondo. Un movimento rapido e deciso. Il corpetto fu sfilettato mandando in malora giorni di lavoro di chissà quale abile artigiano.
Tra i gridolini isterici e pianti del cicisbeo si sentì solamente “Almeno non l’armatura..”
Regina e Ottavo si guardarono.
“E sia, niente armatura, per stavolta. Max, il mio abito da battaglia grazie.”

Ventottesimo giorno del nono mese, Fortezza

"Oooooh quindi ci siamo? Ci siamo? Nuovi tirocinanti? Nuove leeeeeve? Devo andare! Devo prepararmiiii!"
Una gnoma minuta con delle lunghe orecchie piumate e una grande maschera stava rivolgendo lo sproloquio al vento, mentre usciva dalla piccola stanza in cui lasciava due umani: l'uno, il suo ultimo tirocinante, e l'altro, uno sventurato caduto da cavallo, sul tavolo operatorio.
Dal canto suo, il povero tirocinante, era più impegnato a fermare un'emorragia in atto che ascoltare la piccola gnoma.
"Primario...ehm dott.ssa Foucald, il paziente sta morendo. Dott.ssa dove va!? MI AIUTI!"
"Saprai cavartela beniiiissiiiimooooo..."

Poco distante lo stesso giorno, in una cappella per la dea Morrigan.

"Un altro anno Barger, un altro anno che mi costringi a questo."
Una figura di nero vestita da capo a piedi, pregava dinanzi ad un altare della dea Morrigan.
"Perché io poi? Solo tu sai, o mia dea, quando sarà il mio momento, ma se fosse questo, in questo istante, ti chiederei di cogliermi, affinché non debba accogliere altri studenti.."
Un silenzio carico di aspettative fu interrotto da un messo.
"V-vostra grazia, E-empia siete desiderata da Barger, deve, deve parlarvi del vostro programma di studi.."
"Perché mai di grazia?"
"Dice-dice che non potete continuare a perdere studenti, vi chiede un programma più-più morbido quest'anno.."
"Morrigan mia dea coglimi, coglimi ti scongiuro!"

Stesso giorno, poco dopo.

Una poderosa risata risuonava nella sala, il comandante sedeva con i suoi luogotenenti e rideva di gusto ad ogni occasione, creandone lui stesso all'occorrenza.
“Bene! Mi piacciono queste prove! Mi piacciono tutte! Speriamo che le superino e si dimostrino pronti! AaaaaHahahahhhahaahahaha.

Non vedo l'ora di saggiare i giovani virgulti che ci porteranno, voglio sentire i loro cuori che battono insieme ai nostri! Voglio vederli correre e saltare e voglio conoscerli tutti! Ah che grande giornata ci aspetta! AaaaaHahahahahhahahahHah”

Stesso giorno, in un giardino interno della Fortezza.

“E Veggente della Morte diteci, cosa spiegherà ai nuovi studenti?”
L’uomo di chiaro vestito osservò l’orizzonte pensieroso mentre il sole calava, poi delicatamente pose una mano sulla spalla del suo secondo.
“Il motivo della loro morte chiaramente.”

Esra, sala del concilio

Il concilio era riunito come ogni domenica sera.
“Ah già la riunione, chi mandiamo quest'anno?”
“Vado io! vado io!” Il colorato Gran Sacerdote a momenti saltava in piedi da quanto in alto mandava la mano mentre gli alti quattro sospiravano cercando di contenere un sorriso divertito.
“Come ogni anno, Giovanni”
“Lo sai che adoro questi incontri, prometto di non provocare troppo la Regina. Mi fermo giusto prima che dichiari guerra.”
“Quale delle due?”
“Quella di Frona!”
“Frona non ha una regina!”
“E allora non ci dichiareranno guerra! Guarda che bravo, neanche sono partito e già vi ho rassicurato”.

Decimo giorno del nono mese, la peggiore taverna di Frona.

“Yawn, dovremmo, sì, organizzarci, domani mattina dobbiamo partire se vogliamo arrivare alla Fortezza.”
“Ah sì? Fai tu…”
“Yawn devi esserci sono richiesti i capi città. Lo sappiamo da un mese!”
“Se avrò voglia ci sarò.”

Ventottesimo giorno del nono mese, da qualche parte a Esra.

“Oh, ma hai sentito?”
“Sento solo la tua stridula voce! Cosa dovrei aver sentito?”
“Non capisci niente! Le voci che girano..”
“Quelle sui cristalli che magicamente escono dal terreno?”
“Esattamente, sai quanta ricchezza? Potremmo vivere da re per sempre!”
“Ma va là brutto scemo, cosa vuoi che le pietre escano dalla terra per te! Sono solo storie per gli allocchi tontoloni come te! Se tutto va bene saranno state messe in giro da qualche brigante per derubare i poveri stolti che partiranno alla ricerca di questi fantomatici cristalli..”
“Dici?”
“Dico!”    

Nono giorno del nono mese, castello di Helder, Kondreas

“Ametista! Ti ho detto di venire qui!”
“Lasciami in pace Kami non ci voglio andare!”
Due figure si stavano rincorrendo nella sala del trono, la prima stava scappando, mentre la seconda la rincorreva con un mantello in mano.
“Tuo padre andava ogni anno e rendeva onore alla sua città! Adesso provati quel vestito e preparati che tra qualche giorno devi partire!”
“Vieni anche tu! Così parlerai tu per me!” disse la ragazza fermandosi all’improvviso.
“Smettila di fare la viziata. Ragazzina prenditi le tue responsabilità! Vuoi sfigurare davanti a Frona? Davanti a quei quattro zoticoni?”
Un silenzio ilare si creò tra i due.
“No, non puoi chiamarli così Ametista!”
“Tu togli il divertimento a tutto. Va bene, va bene andrò; chiama Viral voglio portarmi una delle mie ancelle e lui la deve istruire.”
Poi in un lampo la voce si fece più squillante e civettuola.
“Ah chiama anche il fabbro del palazzo, devo portare qualcosa ad Elena! Mi sta così simpatica!”
Il Kami sospirò.
“E sia..posso davvero fidarmi di te biondina?”
“Oh piantala, mi sembra di aver già dimostrato quello che posso dare e quello che posso essere al popolo…”
“Celebrare un funerale non è rilevante, hai solo fatto il tuo dovere. Ti prego Boden veglia su questa sciagurata ragazza! E se ti capita..VEDI DI TROVARE UN MARITO RAGAZZINA!”
Detto questo l’Oracolo lasciò la stanza del trono sbattendo la porta.

Ventottesimo giorno del Nono mese, da qualche parte nell’Isola

“Bene! Finalmente è giunto il momento; andiamo: faremo tremare quest’Isola!”
Una figura vestita di nero si diresse all’interno della foresta sparendo indisturbata.

Linz

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