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Il gelo della Fiamma - Aurora

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Il gelo della Fiamma - Aurora

Messaggio Da Sentrem il Lun Mag 28 2018, 23:26

Un notte calda e appiccicosa, quella primavera calda stava facendo sembrare la rinascita delle stagioni una lenta lumaca. Solo alcune ore prima dell'alba aveva deciso di alzarsi una brezza ristoratrice.
Una minuta elfa stava intonando alcune note fischiettando lugubremente da una finestra che dava luce da est di Pinnacolo dell'Essenza.
"Se tu vorrai sposarmi.." un sussurro, abbassò il capo e si ritirò all'interno della stanza.
Si mosse come un ombra nella stanza, silenziosa, dispose ordinatamente alcune buste sulla scrivania e si girò un'ultima volta a osservare la stanza con un fagotto sulla spalla.
Sul letto una minuta figura respirava tranquilla, le lenzuola si muovevano ritmicamente e per un secondo un sorriso sembrò spaccare la faccia dell'elfa, ma la sua espressione tornò immediatamente greve con un sospiro malinconico.
Si avvicinò al letto, si chinò e bacio sulla fronte l'altra.
"Andrà tutto bene sorella.." sussurrò piano.
Si ritrasse in fretta verso la porta l'aprì e la richiuse alle sue spalle in rigoroso silenzio.
"Sei già qui?"
"Chiaro, ci hai messo un eternità in confronto solo per uscire da una stanza. Perché non dormi? Hai preso il sonnifero che ti ho dato? Ancora incubi?"
L'elfa alzò lo sguardo nelle ombre e si tirò indietro i capelli con un gesto di stizza.
"Non l'ho assunto io.."
Dalle ombre uscì un umano corpulento, vestito da cacciatore con una faretra sulla schiena, che si avvicinò con fare minaccioso.
"E perché di grazia? A chi lo avresti dato?"
"A Ekidna.."
L'uomo la osservò mentre l'elfa guardava a terra evitando il suo sguardo indagatore.
"Cosa stai macchinando?"
Lei alzò uno sguardo sornione.
"Mantengo la mia fedeltà al Duc.."
L'uomo la spinse contro il muro con il legno dell'arco e quasi tentò di soffocarla.
"Queste stronzate le vai a dire a quell'altro. DIMMI COSA STAI MACCHINANDO."
"Abbassa la voce.."
La donna si liberò dalla presa e si dispose in centro al corridoio.
"Che male..è la verità. E tu più di tutti dovresti saperlo. Questa instabilità deve finire, loro non sono al sicuro." Aprendo un gesto teatrale con le braccia.
"Non sei tu che ti devi interessare a queste..decisioni. Torna in camera."
L'elfa si piantò saldamente sui piedi.
"Anche se fosse di qualcun'altro, non hanno possibilità tra cui scegliere. Forse non vogliono neanche scegliere, continuano a rimanere attaccati a bugie e a un passato pieno di menzogne piuttosto che cercare un futuro più luminoso. O lei o nient'altro? Io non ci sto. Non per questa Congrega. Troverò il modo."
L'uomo la osservò con interesse e un misto di divertimento.
"Congrega della FIAMMA Eterna ti dice niente? Cosa intendi fare tu? Sei inerme e non hai molto da offrire lo sai.."
"Tutti hanno qualcosa da offrire..dipende a chi lo si offre."
L'uomo sembrò volerla mandare in cenere con lo sguardo.
"Sei impazzita?"
"Non fare così, voglio solo proteggerli..come fai tu. Come facciamo noi. Fedeltà al Ducato in tutto ciò che esso comprende. In tutto ciò che lo ha costruito nel bene o nel male. Questa è la cosa giusta da fare. Devo dargli una possibilità. Non vi abbandono. Tutto ciò che è mio è al sicuro e così deve rimanere e così deve essere al mio ritorno."
L'uomo si stropicciò il volto con fastidio soppesando le parole con attenzione ripetendole fra sé e sé; rimase poi in silenzio per un po' fissandola, come a volersi imprimere un'immagine ultima.
"Non ti fermerò, non posso. Non ci riuscirei neanche volendo, se non con la forza come hanno già fatto e non lo voglio. Avevo fatto una promessa e io odio non mantenere le promesse, ma per stavolta...stavolta soltanto, fallirò per te. Hai tempo un anno per questa stronzata, poi verrò a cercarti e non sarò più così gentile."
La donna minuta rimase interdetta guardandolo stupita, incredula di aver ottenuto la via così rapidamente.
"Grazie, io.."
"NON RINGRAZIARMI, ero stato mandato qui per fare...tutt'altro. Ora andiamo a parlare con quell'altro, muovi quegli stramaledetti piedi il più velocemente possibile e fa che la tua lingua sia chiara quando spiegherai le tue intenzioni. Sono stato chiaro? Speriamo che lui ti faccia rinsavire."

Ai piedi di Pinnacolo dell'Essenza poco distante dall'ultima carrucola di salita, un'ombra minuta e incerta si avvia solitaria.
“Aurora?” una voce maschile, con un tono lievemente incredulo.
L'ombra si fermò rimanendo paralizzata alcuni secondi per capire da dove provenisse la voce.
Stava scendendo dalla piattaforma un'altra persona, vesti nere come la notte, una chioma bionda e ben curata.
“Sono così lieto di vederti qui, ho letto le tue missive arrivate mentre ero a casa da Phonia, dimmi cosa posso fare, dimmi dove stai andando?"
La figura minuta si tirò alcuni passi fuori dall'ombra per stare sotto la luce incerta della luna.
“Ninui, un momento infausto per incontrarmi, devo andare, lascia le mie missive ad Ekidna, le leggerò al mio ritorno. Con permesso.”
Una voce molto rapida uscì dalle labbra di Aurora senza controllo.
L'elfo le si parò davanti in malo modo.
“No, tu resti qui ora. Abbiamo molte questioni da chiarire, un Ducato da aiutare, una Congrega da salvare, degli amici a cui stare affianco, ed io ti considero mia amica.."
La voce dell'elfo si fermò, abbassando il tono e lo sguardo, lentamente si avvicinò all’elfa cercando di prenderla sotto braccio come era solito fare, ma lei si scansò con rapidità di lato.
"Non..non ho tempo. Non ha senso io mi fermi qui ora. Qualsiasi cosa tu voglia dirmi non mi farà cambiare idea. Lasciami passare."
“Dammi una buona ragione per lasciarti andare..”
Un lieve scricchiolio di legno coperto appena da una folata di vento freddo, l'elfa si irrigidì e si erse in tutta la sua possibile altezza contro Ninui dando le spalle all'ombra.
“Hai le mie disposizioni Discepolo, non ho ancora perso il mio grado, ti intimo di farmi passare all'istante.”
Lui si tirò alcuni passi indietro, dubbioso, poi, tra lo stupore di entrambi, alzò una mano contro Aurora.
“Non farmelo fare Aurora..non stai ragionando. Quello che credi ora sia importante, all'alba non lo sarà più dopo una notte di riposo per te e di preghiera per me.”
Un ulteriore fruscio e alcune foglie si mossero tra i due, un sospiro di Aurora e una risata nervosa.
“Ninui, sei uno studioso, io una stregona, chi dei due dovrebbe rimanere in piedi in questo scontro? Smettila, lasciami passare.” La voce incrinata in tono di minaccia.
“Nel sacro nome di Lex..” nella mano dell’elfo si intravide dell’energia, ma questa svanì dopo poco e l’unica cose che si vide sul volto di Ninui fu una lacrima.
“Aurora, vuoi andare? È così importante per te? Bene, vattene e fottiti..”
Rabbia pura usciva dagli occhi dell’elfo.
“..vuoi andartene perché pensi che loro possano darti tutta la verità che cerchi tanto? Verità che tu non hai mai detto a me, pensi che non sappia tutte le cose che mi hai nascosto? Ma va bene, vuoi andartene per trovarla quando tu sei la prima a tradirla, al tuo ritorno non venire in cerca di me! Aurora, mia cara am .. amica o forse no, non amica, io Aurora ti considero molto di più, eppure a me non sei mai venuta a chiedere una mano per la ricerca della verità, della tua verità, se pur il mio obiettivo sia sempre e solo quello di starti affianco...”
La frase si spezzò a metà e l’elfo, con le lacrime agli occhi, si girò per andarsene.
“Se è tutto qui quello che avevi da dirmi, minacce e insinuazioni, allora avevo ragione..non ha senso per me restare qui. Vai, vai e controlla tutti i miei averi e i miei diari, che lasciami ricordare...sono ancora in mano vostra tale è la mia tranquillità, perdi pure tutto il tempo del mondo in questo.”
Un sbuffò infastidito per poi voltarsi verso l’elfo che continuava a camminare.
“Reclami verità? Con quale diritto reclami le mie verità? Reclami TU il mio passato con quale diritto? Un passato che non conosco e che minaccia di uccidere me e i miei cari ora bussa alle mie porte e dimmi...dovrei rimanere inerme qui ad attendere? Ho sputato sangue per ottenere un briciolo del mio passato dove molti hanno promesso di aiutarmi...compreso tu! Ma niente è stato fatto ed ora non ho più nulla. Vi ho difeso, sempre, in ogni mia azione. Anche da me stessa. Continuerò a farlo anche se non mi vorrete. Ma stanne certo, se tornerò, seguirò le tue volontà..”
Si sentirono dei passi pesanti in corsa e l’elfa venne presa in un abbraccio che la fece quasi a cadere.
“Aurora, io non posso comprendere la scelta che stai facendo, anzi non voglio comprendere la scelta che stai compiendo; ho capito, potrei far di tutto, ma comunque ti terrei solo qua in maniera temporanea e costretta, quindi ti accompagnerò, un’ultima volta, avremo l'occasione di fare un giro di perlustrazione insieme e quando arriveremo ti lascerò lì. Un’ultima passeggiata da confratelli, ma soprattutto da amici.”
Lei non si girò nemmeno, stette ferma.
“NO, tu devi stare qui e badare alla Congrega, è un ordine Discepolo Ninui..”
L’elfo si levò dall’abbraccio guardandola con un sorriso teso.
“E tu? Tu sei una Maestra, hai il doppio delle mie delle responsabilità qui. Inoltre Aurora lo sai perfettamente anche tu che ho sempre fatto finta di ascoltare i tuoi ordini, quindi che tu lo voglia o meno io ti accompagnerò, ti prometto che non resterò lì!”
Detto questo fece alcuni passi avanti superando Aurora per avviarsi verso la piattaforma e per una frazione di secondo le diede le spalle. Tanto bastò, un fruscio e la figura di lei scomparve nel buio.
“No, no, no, no Aurora!”
Il grido si spense con un eco vuoto, mentre Ninui cadeva in ginocchio.

Un ora dopo, pochi metri più in basso, un tonfo secco e la piattaforma in discesa si inclinò visibilmente: due figure ora erano presenti.
"Sali sempre così?"
"Sai quando qualcuno è così in vena di parlare e ci fa perdere tempo sì..sei un attrice nata!"
"Finiscila. Non ho mentito."
"Ma stai mentendo su dove vai, ha ragione su questo, ha scovato una crepa di ipocrisia e ti ha fatto vacillare."
"Non è stato quello a farmi vacillare, ma un brutto presentimento.."
Un sospiro e la voce incrinata.
"...chi si affeziona troppo a me, muore."
"Ed è per questo che stavi in mezzo alla linea di tiro?"
Una risata grossolana, poi in un tono più serio.
"Ti senti in colpa perché non sai mai dove stare o dove dovresti essere. Come quella notte, come durante ogni morte che senti sulle tue spalle, anche se colpa tua non è. Tu devi ancora trovare il tuo posto nel mondo."
Nel silenzio, solo lo scricchiolio del legno e delle catene per la discesa poi un singhiozzo basso; quando la piattaforma si fermò, una sola frase poté sentirsi.
"Per ora sto dove è giusto che io stia..a sacrificio dei miei Congregati."

Sentrem

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