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Preparativi - Ninui

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Preparativi - Ninui

Messaggio Da Sentrem il Ven Apr 13 2018, 18:34

Erano all’interno di una grotta, al riparo da qualsiasi occhio tranne quello del sole, il quale con i suoi raggi entrava ed illuminava tutta la grotta svegliando Ninui.
Il giorno prima erano passati al maniero del Lord La Torre, per prendere Adam, e avevano rifiutato la sua ospitalità, per non creargli ulteriori problemi, optando per pernottare in una grotta sconosciuta ai più.
Ormai era diventata quasi una routine, sveglia all’alba, 2 ore di esercizio, rifare le borse e partire per un altro posto sicuro, prendere la legna accendere il fuoco con i mezzi più rudi e riaddormentarsi.
Seguire Telorian di certo non è stata la scelta più facile che Ninui abbia scelto in vita sua, decidere per un servitore di partire, ogni sera il pensiero costante era sempre quello;” chissà come stanno i miei fratelli e confratelli? “
E così durante l’ultima notte davanti al fuoco, prima di partire per i monti Kogar, Ninui chiede a Telorian:
“Cosa pensi di fare, di fuggire per tutta la vita?”
E li cadde il silenzio, si sentendo solo gli schioppetti della legna ardente, e quando Ninui era intento nel buttare un altro pezzo di legno nel fuoco, l’Alchimante rispose:
“Dovrei consegnarmi? Sto solo cercando un posto sicuro. Appena potrò andarmene da questo ducato partirò con Adam.”
“E riusciresti a vivere lo stesso? Senza una famiglia, una casa?” ribatte il servitore, con tono rammaricato
“Porto solo problemi, l’elfa che amavo mi ha tradito, e per colpa sua non potrò mai farmi una famiglia. Ecco perché ho Adam. È il figlio che non posso avere...”
Ninui, alle parole del suo Maestro attese un poco, prima di replicare sommesso.
”Io fatico così tanto ogni giorno, senza la mia famiglia, la mia vera famiglia, i miei veri genitori, provo così tanta rabbia nei loro confronti,  l’unica cosa che mi hanno lasciato è questa collana che porto costantemente con me, non me ne separo mai a parte quando ho paura di non far ritorno, e lì allora la lascio a chi ho di più caro vicino a me sperando che la mia vera famiglia, quando e se tornerà, possa essere orgogliosa di me, e più vado avanti con questa mia vita, più trovo compagni che quando sto con loro mi sento a casa, ed ora come ora mi mancano tutti così tanto”.
Nessuna risposta da parte di Telorian, solo un profondo silenzio, un grande consenso forse, o forse una grande paura di finire nella stessa situazione.
E così mentre Adam continuava a leggere un foglio, Ninui procedeva per l’ultimo addestramento della giornata, la fatica nel trovare tutta quella concentrazione era assai difficile, ma i passi si iniziavano a notare, riuscire a sentire tutta l'energia presente intorno a sé, un qualcosa di fantastico e sbalorditivo, il battito dei pipistrelli nella notte gli insetti che si nutrono dei residui degli altri essere viventi, tutto così magnifico capire che tutto fa parte di un unico grande insieme.
E proprio nella notte ad un certo punto Adam sveglia i due indicando delle fiaccole accese, un gran rumore metallico si sentiva, erano loro, gli Atlantidei, bisognava essere veloci e silenziosi, prendere tutto e correre, nel buio della notte, che faceva da velo sia per i fuggitivi che per i cacciatori.
Solo una piccola sosta vicino ai territori del pinnacolo per abbeverarsi, salutare alcune persone amiche e poi ripartire da solo.
L’Argosiano e il congregato erano stati chiari tra loro: durante le sessioni di insegnamento non ci sarebbe stato ulteriore coinvolgimento di altri elementi. Finito l’insegnamento, ognuno per la sua strada.
Salutato allievo e salvatrici a pinnacolo, Telorian se ne andò con al seguito il suo Adam.
Telorian ormai sembrava sempre meno preoccupato, o forse semplicemente gli Atlantidei, non lo sorprendevano più.

Sentrem

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