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DICERIE - L'Eterna Veglia

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DICERIE - L'Eterna Veglia

Messaggio Da Medea il Gio Apr 05 2018, 17:36

Arrow In una taverna all’interno dei territori tribali
Due uomini estremamente ubriachi biascicavano parole l’uno all’altro, stringendo il proprio boccale nelle mani, i volti paonazzi
“Ohi Darcy guarda quello, tutto scemo!” disse uno dei due, singhiozzando a causa dell’alcol “C’ha la scicatrisce della Frusta sulla faccia… Che scemo!” Esclamò battendo il boccale sul tavolo di legno massiccio.
L’amico si pose l’indice sulle labbra, emettendo un verso sibilante e rumoroso
“Shhhhhh! Roy cosa disci?! Cos’è che vuoi, che sci uccidano? Sei scemo tu!”
“Ma la scicatrisce…”
“Quello Chiustag li ha uccisi tutti quelli scemi là” ruttò Darcy con sonorità, battendo le mani compiaciuto.
Alla fine della sua scena madre, si voltò verso l’amico, e lo trovò riverso sulla sedia, la gola aperta. Darcy per poco non cadde dalla propria sedia, ubriaco marcio
“Uh, dei! Roy! Sveliati Roy! Mi hanno ammazzato il Roy!”
Il taverniere corse da lui, gridando “Chiamate le guardie! Chiamate le guardie!”
Si chinò sull’ubriacone, scuotendolo “Chi è stato?! Dimmelo!”
“Quello con la scicatrisce…!” Riuscì a biascicare l’uomo prima di svenire sotto gli effetti dell’alcol.

Arrow Salone del consiglio dei Sommi
Tre uomini discutevano animatamente al centro della sala
"Terra, mi devi delle spiegazioni, cos'è questa storia del patto? Cos'hai fatto con quella creatura?"
"Ho costruito Pinnacolo! La meraviglia di questo Ducato! Sandler, siamo della stessa Via noi due, dovresti sapere che chi segue la via della terra non cede. Mai!"
"Ti ho mosso delle accuse Terra, ci sono dei testimoni."
"Testimoni? Di cosa? C'ero solo io e quella creatura arcana, mentre questo edificio prendeva forma. Qual'è l'accusa? Aver soggiogato e controllato una creatura arcana? Allora dovreste accusare almeno due terzi di questa organizzazione. E comunque vorrei ricordare al consiglio che non c'è nessuna legge, nel ducato o in congrega, che vieti il Patto Arcano."
"Cosa volete da me? E' LUI che segue il marchesato e che decide le leggi, io sono solo il terzo figlio, seguo la congrega. E la fiamma."
"Ti piacerebbe, la congrega lo sa, io come congregato valgo mille volte più di te e non ho paura a dirlo. Sarai anche un Flamber, Zeno, ma qui in congrega rimani e rimarrai un mago da due soldi."
"ABBASSA LA CRESTA, sono un maestro quanto te e dispongo di tutta la potenza che voglio.. e tanto per chiarire: ci sono poteri che neanche un ritualista può usare."
"Sentiamo, quale potere sarebbe?"
"La libertà, caro il mio pezzente."
Tharok fece capolino dalle grandi porte del salone, interrompendo la diatriba
"Calmi, calmi signori... Ve ne prego."
"Tharok, voi... Qui?"
"Si Lord, sono venuto appena ho sentito il vociare. Signori, la congrega rischia di cadere, la fiamma è incontrollabile e io purtroppo non sono bravo abbastanza per gestire questa organizzazione. Ho una distrazione, che si chiama Morgan..."
"Capisco, sta di fatto che i tuoi l'hanno incontrato, ci hanno pure parlato e nonostante ciò... Sono ancora vivi."
"Sono stati fortunati. Lui fu il mio allievo migliore."

Arrow Una casa, un luogo ignoto
Una voce si levò in mezzo al chiacchiericcio, imperiosa
“SILENZIO! Il nostro signore deve parlare!”
Una figura si fece avanti, scuotendo il capo
“Io non sono un signore. Io sono semplicemente una pedina in quella che è questa grande scacchiera chiamata vita…”
“Come volete, mio signore” rispose l’altro chinando il capo reverenzialmente
Uno sbuffo da parte del robusto figuro
“Ah, vabbè. Preparatevi amici miei, tra poco andremo ad incontrare degli stolti” disse con un sorriso beffardo “Degli stolti che non credono in ciò che è giusto. E indovinate? Il nostro scopo sarà portarli verso la retta via… O verso la redenzione eterna…”
Grida di giubilo si levarono attorno a lui, minacciose.

Arrow Cor Fidelis, Cattedrale di Ferro
La donna si aggirava per i corridoi della Cattedrale, chiedendo con gentilezza a tutti quelli che incontrava se sapessero dove si trovasse Lady Calliope. All’ennesima domanda ad una guardia, questa rispose
“No Indice Selina, avete bisogno di parlare con la Lady?”
La donna rimase un istante in silenzio, alzando poi lo sguardo verso la guardia e mostrando un delicato sorriso
“No, nulla di urgente, non si preoccupi. Piuttosto, come stanno procedendo le ricerche?”
“Al momento, Indice, sono state allertate tutte le guardie, ma ora non saprei dirvi quali e quanti gruppi sono stati mandati in spedizione. Tuttavia sappiamo bene che la situazione nelle terre dei Lupi è difficile, infatti il Gruppo d’Intervento si sta adeguatamente preparando.”
La donna annuì
“Capisco, grazie. Che i Tre siano con voi”
Pensierosa, l’Indice si congedò dalla guardia, percorrendo la scalinata che portava ai piani superiori dell’edificio. Alzando per caso lo sguardo, scorse la figura di Calliope che si avvicinava alle proprie stanze adibite ad ufficio
“Lady Calliope!” Esclamò Selina intraprendendo una corsetta per raggiungere la Mano Nera. Giunta a lei, si inchinò, mentre Calliope la osservò inarcando il sopracciglio
“Indice Selina, non mi risulta che oggi vi sia un concilio di Indici. Come mai siete qui?”
“Oh, sono qui semplicemente per consegnare il consueto rapporto dalla diocesi di Punta del Drago, dove ho dato l’ordine deciso al nostro ultimo concilio”
Calliope la studiò con attenzione, commentando
“Tuttavia siete giunta qui da sola, solitamente basta inviare un messaggero per tali scopi…” si interruppe, mormorando poi “... So già cosa volete chiedermi.”
Selina sembrò colpita, e tentò di pronunciare qualcosa
“Lady, io…”
Lady Cassandra fece un gesto secco con la mano
“Indice, vogliate scusarmi ma, con il vostro permesso, continuerei con i preparativi per la prossima missione” tagliò corto “Devo lasciare a Ghideon i documenti da controllare, tenere aggiornati e disdire alcuni impegni e infine devo ancora riunire l’intero gruppo per spiegare loro alcuni dettagli prima della partenza. Buona giornata”
La Mano Nera girò i tacchi, chiudendosi le porte dell’ufficio alle spalle con uno schiocco.
Selina rimase interdetta per qualche secondo, poi un sorriso fece capolino sul suo volto.
Dopo di ciò, riprese silenziosa il suo cammino.

Arrow Seawolk, molo quattordici, 7/04/1318
I moli di Seawolk, il suo porto e le sue strade erano note per essere sempre affollate, se non da persone sulla terraferma, da navi che ondeggiavano placidamente ormeggiate o scivolavano sulla superficie del mare, allontanandosi dalla cittadina.
Ogni luogo era rumoroso, neppure lo sciabordio del mare dava tregua a quel posto pieno di vita.
Tranne il molo quattordici.
Nessuno passeggiava e controllava che gli ormeggi delle barche fossero apposto, perchè non vi erano barche.
Nè marinai, nè mercanti, nè passeggeri. Qualche gabbiano sorvolava la zona come per tentare di capire cosa fosse successo. Uno di essi andò ad appoggiarsi sull’albero maestro dell’unica, enorme nave che era attraccata.
Aguzzando lo sguardo dalle viuzze laterali, si potevano intravedere cartelli lungo tutto il perimetro che circondava il molo, ed essi recitavano
Molo noleggiato, vietato l’ingresso, pena una severa punizione
E nessuno che tenesse alla propria vita, ci andò.

Arrow Maniero Flambèr, 20/03/1318
Un servitore stanco stava facendo l'inventario dei libri trasportati dal Pinnacolo fino alla casa dei nobili Flambèr quando, con un'espressione di sgomento, notò che alla conta mancava un libro. Un libro della lista estratta dalla carovana danneggiata che era sopraggiunta al maniero dopo aver subito un attacco lungo la strada.
Il povero servitore corse dai suoi superiori, chiedendo cosa avrebbe potuto fare per poter risolvere questa situazione, ma la risposta era sempre la stessa: vai dal mio capo.
La scala gerarchica venne percorsa fino a che l’uomo non giunse davanti alle stanze di chi sicuramente avrebbe potuto aiutarlo a capire come risolvere la situazione.
Deglutì sonoramente, sapendo che bussare alla porta di Zeno Flambèr significava andare incontro a fulmini, anche quel giorno.
Qualche lunghissimo minuto dopo, il servitore venne cacciato dalla stanza con l’ordine di consegnare al più presto una pergamena.
Corse da tutti coloro a cui era rivolta, esclamando
“Questo è un ordine di ritrovamento prioritario! La biblioteca della Congrega deve essere ripristinata al più presto!”
In poco tempo i ritualisti si misero all’opera, ricercando il manoscritto scomparso.
Qualche tempo dopo, venne consegnata a tutti una seconda pergamena che recitava:
"Il nobilissimo Consigliere dell'Aria ordina a tutti i congregati la massima priorità nella ricerca del manoscritto rubato, i rituali effettuati per individuarlo confermano che si trova nella zona dei Monti Kogar. Egli ordina quindi all'intero Gruppo di Intervento della Congrega che il prezioso oggetto sia rimesso al suo legittimo posto.
Colui che dovesse rendersi meritevole di tale ritrovamento riceverà le lodi ed i possibili favori dello stesso Nobilissimo Consigliere
.”

Arrow Presso il villaggio di Crann-Moir
I due tribali fissavano i corpi martoriati appesi agli alberi, tenendosi a debita distanza con un’espressione sia soddisfatta che disgustata. I cadaveri erano stati appesi da un ramo all’altro dei grandi alberi, le braccia legate e tese, il corpo che sembrava una grande e penzolante croce.
Una piccola pozza di sangue si stava creando sull’erba sotto di loro, sangue che lentamente gocciolava dai petti che, con mano esperta, erano stati privati della pelle.
Il lavoro meticoloso aveva fatto si che muscoli e organi non si fossero sfaldati nel procedimento. Gli animali della foresta avevano individuato in quei cadaveri il loro pasto, dai lupi che erano giunti ad abbeverarsi alle piccole pozze cremisi, ai corvi che erano andati lentamente a posarsi su ciò che restava degli uomini, iniziando a becchettare le carni dei corpi freddi.
“Odio stare qui” disse uno dei tribali all’altro, interrompendo il silenzio.
“Non è qualcosa che farei vedere ai miei figli, vero. Ma lo sai che dobbiamo aspettare che gli animali abbiano finito prima di bruciare i cadaveri.”
“Si. E comunque, te l’avevo detto. Apri il passo verso i Monti Sacri e vorranno entrare tutti.”
“Il Padre dei Lupi è stato molto specifico. Passano SOLO quelli che fanno parte del... Del Gruppo Congiunto, o come si chiama. Che vengano pure altri che vogliono depredare i Kogar. Abbiamo alberi in abbondanza.”

Arrow Punta del Drago, 6/04/1318
Il nano dalle ampie vesti era chino su di una polverosa e logora sacca da viaggio. Era intento a spostare e pulire vari oggetti, ponendoli al suo interno: un paio di stivali, un monocolo, un sestante, una sacca di erbette, alcuni volumi e qualche fialetta. Fischiettava allegramente, ma si interruppe quando udì all’improvvisoo alcuni colpi sullo stipite della porta alle sue spalle. Si raddrizzò cercando di darsi rapidamente un po’ di contegno, e si voltò ad accogliere l’inaspettato ospite.
“Ah, Ser Goriani. A cosa devo il privilegio di questa vostra visita?”
“Mastro Cornelius, vi trovo bene. Sono semplicemente qui per scortarvi. Mi sembrate pronto per il viaggio.”
“Quasi, quasi... Datemi solo il tempo di prendere una copia del Registro e sarò da voi. E correggetemi se sbaglio, ma se io sono stato assegnato al Gruppo Congiunto in quanto rappresentante della Somma Accademia… Voi per il momento siete sollevato dall’incarico?”
“Vi confermo che il mio ruolo qui è solo di vostro accompagnatore. Una volta lasciatovi presso i Militi, andrò… Altrove.”
“Capisco, non intendo indagare oltre. Io sono pronto, accompagnatemi pure. Sono proprio curioso di conoscere costoro, specialmente dopo tutto quello che mi avete raccontato…”

Arrow Crann-Moir, 1/03/1318
Qualche tempo dopo la partenza del Gruppo d'Intervento, un ragazzo correva a perdifiato per il villaggio, in cerca di qualcuno. Ogni tanto si fermava a chiedere informazioni agli altri abitanti, riprendendo fiato e aspettando impaziente la loro risposta per poi ripartire a rotta di collo.
Finalmente dopo un estenuante ricerca trovò la persona interessata
"Somma Morien, somma Morien..." ansimò arrancando verso la donna, premendosi la mano contro il fianco dolorante
"Per Ze'ev, cosa ti sta inseguendo mio caro?"
"Somma Morien, il tempio è chiuso da quando quelli del gruppo sono andati via"
"Portami li" disse la donna affidando il neonato che teneva tra le braccia a una giovane che la accompagnava, incamminandosi verso il tempio di Ze’ev con il ragazzino.
Una volta arrivati, i due trovarono due enormi creature silvane a bloccare l'ingresso.
Morien non si fece intimidire e alzando la voce chiese
"Gaa'Raak posso entrare?"
Una voce dall'interno del tempio, colma di rabbia, esclamò
"Solo tu!"
L’elfa lanciò uno sguardo rassicurante al bambino che venne bloccato dalle guardie arboree, superando i silvani e aprendo delicatamente l’uscio
"Sarò al sicuro non preoccuparti" gli disse prima di chiudersi le porte alle spalle.
Con passo leggero si avvicinò alla figura dell’orco, affiancandolo
"Gaa'Raak cosa ti turba? Capisco la tua rabbia, ma.."
"Hanno fallito Morien, hanno tradito madre natura" ringhiò l'orco.
Morien tacque, pensierosa.
"I cuccioli, loro dovevano capire! Loro dovevano fare rispettare le tradizioni!"
"Si è vero, ma una madre ha il dono del perdono" lo interruppe lei con voce gentile ma grave. Gaa’Raak sembrò destarsi, battendo il rumoroso bastone a terra
"Il Perdono! Hai ragione. Preparati Morien, andremo ai monti"
"Cos'hai in mente?" domandò lei tentando di scrutargli il viso
"Dovranno dimostrarci che sono pentiti. Allora, e solo allora, avranno la benedizione di Ze'ev"

Arrow Raaka, Tenda del Saggio
La folla era in attesa attorno alla tenda chiusa, dal cui interno si sentiva provenire una lenta melodia mentre i fumi degli incensi si alzavano lentamente dalle fessure nel tessuto.
Solo pochi giorni prima, una dei maestri della nobile famiglia Warfer era giunta in quel luogo e si era trattenuta lungamente per parlare con il Padre dei Lupi. Il loro era apparentemente stato un'incontro acceso, ma svariati guerrieri avevano vegliato affinchè nessuno potesse spiarli e carpire nemmeno una parola.
Dopo la lunga conversazione, l'anziana elfa si era rinchiusa in una tenda che aveva reclamato come propria ed aveva dato l'avvio ad una comunione spiritica che non si era più interrotta e alla quale nessuno poteva avere accesso.
Finalmente e con un gesto secco, i lembi della tenda si aprirono, e Nebra uscì arrancando, le braccia tese in avanti e venne raggiunta rapidamente dalla giovane rampolla Warfer che aveva partecipato alle prove di Crann Moir. Due Tribali dell’Anello di Quercia si posero immediatamente al loro fianco, mentre già la folla iniziava ad agitarsi. Il Padre dei Lupi stesso apparve quasi dal nulla, avanzando verso il gruppetto, ringhiando e scansando a manate chi si frapponeva fra sè e i suoi obbiettivi.
Nebra e il Padre si parlarono sussurrando, lo sguardo di Kuxstag serio e glaciale.
“Gli Spiriti ci hanno parlato!” proclamò Kuxstag alla folla
"La chiamata è vicina! Alla decima alba a partire da oggi, la via per i Monti Sacri sarà aperta e potremo andare a liberare le nostre terre! Chiamate i cuccioli del Gruppo di Intervento, chiamate coloro che si sono dimostrati degni di difendere la Tribù. L’Oscurità si sta svegliando e ci chiama a sè! Andate! miei Lupi!”
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I miei personaggi: Druilia Yer, Legione Dorata - Malìa, barda itinerante - L'Evocatore, cavaliere del Dardo di Cobalto - Nebra, sciamana dei Warfer

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