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Noi siamo il grido della vittoria - Lady Bjorne Hierko

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Noi siamo il grido della vittoria - Lady Bjorne Hierko

Messaggio Da Sentrem il Gio Feb 22 2018, 16:19

L'orchessa era seduta su di un grande scranno in legno scuro lavorato, intenta ad affilare la lunga spada che le era da compagna in battaglia.
Accanto a lei, in una culla, tra soffici pelli, il suo terzogenito dormiva placidamente.
Tutt'attorno, nell'ampio salone rischiarato dal fuoco, vi era una gran numero di servi che si affaccendavano per preparare il banchetto: parecchi erano gli ospiti, i parenti lontani che ultimamente si recavano in visita per salutare il neonato.
La porta principale si aprì, ed un gelido vento invase il salone, entrando assieme ad un orco coperto da pesanti strati di pellicce: "Lord Hierko", lo salutarono alcuni servi mentre si occupavano delle armi dell'orco e gli offrivano un corno pieno di cervogia.
"Buonasera, moglie!" disse questi mentre si avvicinava all'orchessa che ora esaminava attentamente la spada.
"Mh"
"Che hai? Sei triste perchè il tuo sarcastico amico elfo è andato via e non potrà godersi il banchetto?", rispose, sporgendosi verso la culla in cui dormiva suo figlio.
"No, sono felice che il mio sarcastico amico elfo abbia trovato la sua strada... Per quanto questa sia estremamente vicina a quella in cui già era"
"Ebbene?" ribattè, lasciandosi pesantemente cadere sullo scranno accanto a quello della moglie.

"Ebbene... Sono preoccupata. Questo inverno innaturale, queste voci sulla bambola, su questo lich che insozza i nostri Monti Sacri. Ma, forse, sono ancora più preoccupata per come affronterò questi pericoli: troppe volte, a Mu, ma anche dopo, nel Ducato, il mio cuore è stato fatto prigioniero della paura, che mi ha resa malleabile, incline ad accettare delle cose inaccettabili, a passare sopra a parole offensive. Troppe volte ho abbassato la spada e la testa davanti a nemici, dichiarati o meno, troppe volte ho evitato il confronto. Troppe volte ho pianto e non ho reagito come un figlio di Gureg dovrebbe reagire." disse prendendo in mano un morbido panno per ora lucidare la lama.
"Il branco mi ha protetta, ma sono io in grado di proteggere il branco? Sono in grado di portare la voce della Tribù al tavolo dei nobili? Sono in grado di ricordare ai fargan chi siamo? Di ricordargli la sacralità dei luoghi che forse calpesteranno? Di dimostrare quanto vale il Sangue della nostra famiglia? Di -"

"Ora basta, donna!" tuonò l'orco, interrompendo bruscamente le parole che gli venivano rivolte. Bjorne volse improvvisamente lo sguardo verso il marito, fulminandolo, ma questi non si lasciò intimorire.

"Non ho mai sentito tante fesserie uscire dalla stessa bocca, e che gli Dei mi seppelliscano sotto una montagna di neve se di nuovo le sentirò uscire da una bocca Hierko! Per gli Spiriti, pensavo di aver sposato una fiera guerriera, non un' elfetta impaurita di sè stessa. SIAMO HIERKO! Noi non ci pieghiamo, noi non seguiamo il consiglio del pavido. Noi lottiamo e rischiamo, noi siamo il grido della vittoria. Non mi aspetto nulla di meno da te, donna.", in tono più pacato, proseguì: "Bjorne, ciò che avete visto e vissuto a Mu è impossibile da concepire per noi che siamo rimasti a casa, per noi che abbiamo temuto di perdervi. Possiamo solamente tentare di comprendere attraverso i vostri racconti, ed io comprendo che tu abbia avuto paura, ma comprendo anche che un'esperienza del genere fortifichi lo spirito e la tempra, e che faccia perdere le zanne da latte, come ha detto Alsvidhr. D'altronde, un motivo esiste se ora ti chiama Bjorne dalle Nuove Zanne, o no? Intendi mostrarle o intendi tenerle nascoste nella tua bella boccuccia?" concluse, sollevando il mento dell'orchessa.

"Idiota!" sbraitò lei, togliendo il viso dalla stretta. Il marito sogghignò, e si accostò il corno alla bocca.
Lo sguardo di Bjorne si perse, per alcuni istanti, nelle fiamme che danzavano nel grande braciere posto al centro dell'ampia sala
"Sai, Kvartal, ciò che dici è corretto... Non che tu sia il primo a dirmelo. Sia mai che qualcuno affermi che hai sposato un' elfetta impaurita" commentò sarcasticamente Bjorne, volgendo lo sguardo verso il marito.

"Ahah, giusto, moglie! Skoll!" esclamò porgendo il corno per farlo scontrare con quello che la lady stava prendendo.
"Già...non ho più intenzione di nascondere le zanne. Le ho nascoste troppo a lungo, e ne ho viste le conseguenze Sono caduta e non mi sono ancora rialzata per mia stessa volontà, ma ora è arrivato il tempo. Skoll! E che Gureg mi guidi"

Sentrem

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