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Abitudini - Lord Zaccaria Cassandra

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Abitudini - Lord Zaccaria Cassandra

Messaggio Da Sentrem il Mer Gen 31 2018, 00:29

È la sera tarda del ventottesimo giorno del primo mese.
Un servo sorpreso accoglie il suo signore coprendo il proprio volto. Non era previsto rientrasse alla tenuta di caccia.
“Lord Zaccaria, è un piacere, non eravamo stati avvisati, di solito l’Araldo vi precede e annuncia il rientro. Avete già cenato o faccio preparare qualcosa?”
“No Zeta, non ho fame. Fa scaldare le mie stanze intanto che faccio un bagno.”
L’uomo comanda il resto della servitù mentre inizia a prendere il mantello e tutto il corredo da viaggio del nobile.
“Siete pensieroso più del solito signore, è sicuro di non volere qualcosa per ristorarvi?”
Ma stranamente il nobile non rispose. Passò dal salotto, prese due bottiglie di Rum, due bicchieri e i cioccolatini, e li portò con se nelle stanze dove un’elfa stava accendendo il camino. Preparato il tavolo andò al caldo bagno che lo attendeva.
Un’ora più tardi usciva dall’acqua divenuta fredda, mentre Zécharyon con in volto una maschera cercava di servirlo.
“Sai che posso arrangiarmi Zeta, so vestirmi da solo da quando sono piccolo.”
“Chiedo scusa Lord. Ho preparato come solito la stanza anche per Calico, a che ora dovrebbe rientrare che avviso le guardie?”
Nero in volto il Medio Bianco diede le spalle al servo mentre finiva di chiudersi la camicia.
“Non arriverà.”

Una bottiglia mezza vuota di Rum accanto ad un bicchiere ancora pieno poggiavano sul tavolo. In piedi accanto al fuoco Zaccaria sorseggiava lentamente fissando le fiamme.
“Mio Lord” e il nobile scattò a guardare con gioia la porta, ma messa a fuoco la figura inginocchiata la delusione pervase il suo viso.
“Entra Zeta, dimmi.”
“Sono preoccupato, scusate se mi permetto, ma state bevendo parecchio, e un po’ di cioccolata per rifarvi la bocca tra un bicchiere e l’altro non basterà ad evitarvi i dolori domani.”
“Non sarà l’alcool il primo motivo del mio malessere di domani, tranquillo.” -pausa- “Però ho scelto bene quando ti ho assunto. Dimostri di tenerci, la tenuta è uno splendore, e agli eventi hai preparato sempre tutto squisitamente e cercando di restare inosservato nonostante la maschera, ma ti ho già detto, non serve se ci sono solo io.”
Zécharyon scoprì la sua faccia e il nobile lo guardò negli occhi. “Vai a mettere giù la maschera e torna con un altro bicchiere.”

Una bottiglia vuota di Rum accanto ad un bicchiere ancora pieno poggiavano sul tavolo, su due poltrone davanti al fuoco sedevano un servo sfregiato in volto e un nobile che continuava a riempire i bicchieri.
“Tsh! Rabbia, non serve a nulla. È naturale provarla e torna impulsiva ogni volta che ci ripenso da ieri, ma cosa potrebbe darmi? Un altro dito rotto?” Disse indicando l’anello rotto poggiato sul comodino.
“Fortuna che sapete curarvi mio Lord.”
“Già, peccato non basti. Ho perso quasi tutti quelli con cui ho iniziato nel gruppo d’intervento. Ho perso tutti quelli che iniziavo a chiamare amici. Morti in missione, assassinati, scappati. Nulla rimane e io devo comunque andare avanti per il casato e per la Chiesa.” quasi privo di speranza, continuava il lamento del nobile finché si illuminò guardando la spada appesa al muro sopra il comodino. “Fai appendere lo stemma del casato che lui portava sempre con orgoglio lì in parte domani, ora brindiamo alla loro vita e dopo pregheremo per le loro anime. ”

Tarda mattina, un nobile sta partendo per Cor Fidelis, gira la testa a guardare dietro alla propria spalla, ma non c’è nessuno. Forse quest’abitudine passerà un giorno.

Sentrem

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