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Vieni a vedere l'alba - Aurora

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Vieni a vedere l'alba - Aurora

Messaggio Da Sentrem il Ven Nov 10 2017, 00:01

"Maestra Aurora? Aurora?"
Voci e riecheggiare di passi in lontananza. Un bianco e ordinato cimitero, in una notte autunnale nebbiosa e soffocante.
Fruscio del vento lieve sui grandi salici piangenti a limitare della cinta muraria.
Silenzio. Il cigolìo di un cancello arrugginito e stanco.
"Che se ne siano andati? Forse sì. Lo so, non dovrei essere qui Sommo Raegor, dovrei essere dove mi cercano. Dove c'è bisogno, solo..non voglio."
Una voce flebile in una piccola cappella in marmo rossastro, adorna di fiori rossi, quasi a ricordare delle fiamme ardenti.
Un ombra sottile appena percettibile contro la luce pallida della luna e delle torce ormai flebili. In ginocchio composta in un angolo.
Delle lettere eleganti d'oro e argento adornavano la tomba del Sommo della Congrega della Fiamma Eterna Raegor Hydor.
"Vorrei solo aspettare l'alba qui con voi...non abbiamo mai visto l'alba insieme padre. Lo so, non dovrei permettermi di chiamarvi così, ma quella parola mi manca. Come la parola madre. Come la parola guida."
Un fruscio più forte di vento.
"Il gruppo d'intervento ha fatto progressi, i risultati sono incredibili, davvero... non credevo ci saremmo riusciti a conti fatti.
Tutto quello che accade, accade troppo in fretta, come le responsabilità sulle mie spalle sono arrivate come avvoltoi su una carcassa desertica.
Se io sono Maestro? Sì, Sommo Raegor, siete fiero di me? Dopo il ritorno da Mu, la mia caccia nel vostro passato ha valso questa carica.
Non avrei mai voluto..non.."
Un singhiozzo.
"Non era questo che volevo! Non era questo che speravo! Chi voglio ingannare! Ho fallito, da quando, da quando sono qui! Avreste dovuto lasciarmi a morire a Iora! Avreste dovuto lasciarmi nella mia ombra! Nel mio dolore! Nella mia inutile amnesia!"
Il clangore di una torcia che si schianta al suolo e una miriade di scintille e tizzoni imbrattano il pavimento.
Una figura dalla veste bianca ora si staglia nel buio della piccola cripta.
"Non sono pronta, non ero nemmeno pronta a venire qui, per quanto mi ripeta le parole che voi siete morto, che voi non comparirete più da un bagliore del simbolo, che non si sentirà più la vostra voce, io non lo accetto. Dove sono le mie luci, sei io devo essere luce per altri? "
Un tonfo secco, lievi gocce traslucide sul marmo immacolato, che vanno via via annerendosi.
"Che io sia luogo sicuro! Che io sia luce ho giurato! Che io ponga me stessa a sacrificio per la Fiamma! Che io sia baluardo contro paura e ignoranza...ho giurato...ho giurato...di fronte a voi."
La voce si percepisce sempre più alta e per poi abbassarsi.
"I morti mi perdonino, sto dimostrando poco rispetto, ma ho bisogno del vostro aiuto. Rispondetemi. Per favore...per favore..."
La luce si innalza pallida nel cielo, lenta e fiacca.
"Aurora...sorella mia.."
Una seconda figura minuta, avvolta in selvagge pellicce entra nella pietosa scena.
Un abbraccio calmo e caldo, seguito da un urlo trattenuto a stento tra i denti.
"Aurora va tutto bene, sono qui. Sei gelida, ti prego vieni via. Sei rimasta qui tutta la notte?"
"Lasciami qui Echidna, lasciami tornare con i morti.."
Fu in quel preciso istante che un bagliore si fece notare tra le mani di Aurora, un bagliore malsano e infausto, una lama d'osso rozzamente intagliata, corrosa e rovinata.
Un fruscio lieve e un secco rumore di schiaffo.
"Adesso basta..."
Il tintinnio dell'osso lanciato sul marmo e due figure l'una in ginocchio, quasi riversa sul fianco e la seconda in piedi dinnanzi.
"...basta fare la vittima! Basta darti colpe! Se non sai chi sei te lo dico io! Sei una Maestra di Congrega, sei una Maestra della Terra! Sei un congregato, un membro attivo e centrale della Congrega della Fiamma Eterna. Senza di te quei quattro letterati sarebbe già caduti con Raegor Hydor e quella stramaledettissima Fenice!
Sei una negromante, sei una geomante, sei l'ombra e la luce, sei mia cognata...e sei mia sorella.
Questo deve valere qualcosa. Questo deve valere la sua vita. Questo deve valere la tua."
Un silenzio elettrico.
"Tieni fede alle tue promesse Aurora, glielo hai giurato, saresti stata luogo sicuro per la tua famiglia. Io sono parte di questa come voleva Corax, come ho voluto io."
"Non nominarlo Echidna ti prego...mi fa troppo male."
"Perché non dovrei? Corax era tuo marito, Corax era la tua guida, Corax era mio fratello, Corax era la guida della Tribù, era..."
"ERA TUTTO TRANNE CHE CORAX, CORAX ERA UNA MENZOGNA BEN CONGEGNATA! COME LUI! COME LUI CHE HA MENTITO PER ANNI A TUTTI! "
Ora le due figure si stagliavano l'una contro l'altra in piedi.
"Vieni a dirmi di smetterla? Dovrei? Quando tutti mi hanno mentito! Quando le uniche persone di cui avevo fiducia si sono rivelate delle bugie! Mi sto dando colpe di essere stata stupida e ingenua ad innamorarmi e a fidarmi! Ad affezionarmi e imparare! Sto facendo la vittima perché non ho altro modo per reagire! Loro non ci sono più, ora che so, ora che potrei dirgli che lì avrei apprezzati e amati comunque fosse! Anche se fossero stati i peggiori assassini o avessero commesso i più efferati crimini.
DIMMI COME DOVREI DIRGLIELO ORA? ORA CHE SONO LUCE, ORA CHE SONO ALLA LUCE...non ho motivo per esserci."
La luce aumentava all'esterno.
"Non ci credo, Aurora, non voglio credere che una mente come la tua rifiuti di staccare un piede dal passato.  Perché rifiuti di vedere il presente? Perché rifiuti di vedere il giorno che sorge e ti rintani nell'ombra?
Perché rifiuti di vedere che nel giorno c'è speranza, c'è il rinnovamento, ci può essere del bene e ci sono io.."
Un silenzio pacato e ovattato dalla nebbiolina.
"Ti prego dammi fiducia e vieni a vedere l'alba con me.."
"Non ci riesco Echidna.."
"Sorreggerò io ogni tuo passo, fino alla torre più alta o nella buca più buia.."
"Ogni giorno?"
"Ogni giorno, finché vorrai, finché potrò.

Sentrem

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